Il decreto sul Salario Minimo, sul quale il Governo ha posto la fiducia, interviene sull’esercizio temporaneo in Italia delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all'estero.
Il provvedimento dà nuovo impulso all’adozione in Conferenza Stato Regioni a disposizioni armonizzate fra le Regioni. Da alcuni anni, infatti- in deroga alle procedure ordinarie- le Regioni possono procedere al riconoscimento di tali qualifiche, per garantire la continuità assistenziale sanitaria nazionale, così fronteggiando la carenza di professionalità evidenziatasi dopo la pandemia da Covid-19.
Con un emendamento approvato in Commissione, assorbito nel testo del Governo, si rimanda alla Conferenza Stato Regioni il compito di definire la disciplina per l'esercizio temporaneo “limitatamente a coloro che intendono esercitare una professione medica o sanitaria”. L’emendamento ha l’effetto di separare le procedure armonizzate per il riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie da quelle che saranno applicabili agli “operatori di interesse sanitario”.
Il riconoscimento in deroga delle qualifiche per l’esercizio temporaneo in Italia è stato prorogato fino al 2029 e compete alle Regioni. La Conferenza Stato Regioni dovrà armonizzare le procedure, indicando modalità uniformi per il riconoscimento di una laurea sanitaria o veterinaria conseguita all’estero da parte delle autorità regionali. Attesa da anni, l’armonizzazione delle procedure non è ancora stata emanata.
In parallelo, il riconoscimento temporaneo delle qualifiche conseguite all’estero è materia del disegno di legge delega sulle professioni sanitarie. In Commissione Affari Sociali è stato introdotto il principio delega della conoscenza della lingua italiana come condizione per il riconoscimento. La verifica della competenza linguistica è demandata agli Ordini