Un emendamento al Ddl sulle professioni sanitarie introduce un principio di delega sul riconoscimento in deroga dei professionisti sanitari laureati all'estero. La proposta emendativa, approvata, è stata presentata dall'On Erik Umberto Pretto (Lega). La XII Commissione Affari Sociali ne ha approvato una riformulazione che consegna al Ministero della Salute un criterio di delega da seguire nei successivi decreti attuativi.
Albo speciale ed esame di italiano- L'emendamento riguarda le procedure di riconoscimento delle qualifiche per i professionisti sanitari autorizzati a esercitare temporaneamente l'attività professionale in Italia. Si prevede: -l'obbligo di iscrizione in uno degli elenchi speciali straordinari corrispondenti a ciascun profilo afferente alle professioni sanitarie previste dall'ordinamento italiano, istituiti presso gli Ordini delle professioni sanitarie -l'obbligo del previo accertamento delle necessarie conoscenze linguistiche, da svolgere presso l'Ordine territorialmente competente, quali requisiti necessari per l'avvio o la prosecuzione dell'attività lavorativa in deroga, al fine di garantire la sicurezza delle cure e l'adeguata comunicazione con i pazienti.
Il contesto- Fino al 2027 sarà possibile agevolare il riconoscimento delle qualifiche sanitarie conseguite all'estero per fronteggiare la carenza di personale in Italia. Le disposizioni derogatorie in materia di esercizio temporaneo dell'attività sono state introdotte post pandemia, anche in relazione alla crisi ucraina, e da allora sempre prorogate. Confermate con legge del 2024, le disposizioni affidano la procedura in deroga alle Regioni, secondo modalità armonizzate da adottarsi con una Intesa in Conferenza Stato Regioni che non è ancora stata emanata. Con l'emendamento Pretto, si rimanda al Ministero della Salute il compito di inserire la materia in un decreto legislativo.