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BIODIVERSITA' MARINA

Inaugurata all'Università di Bari la "nuova" Sea Turtle Clinic

Inaugurata all'Università di Bari la "nuova" Sea Turtle Clinic
La Sea Turtle Clinic del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro è stata completamente rinnovata.

Il nuovo impianto, finanziato dalla Regione Puglia, è stato inaugurato nel Campus di Medicina Veterinaria a Valenzano, per le attività di recupero della fauna marina. Si tratta di un sistema avanguardistico di vasche e di impianti destinati alla stabulazione, alla cura e alla riabilitazione delle tartarughe marine.

La nuova struttura- Il nuovo sistema è dotato di ricircolo dell'acqua marina, filtrazione biologica e meccanica e sterilizzazione mediante lampade UV – tecnologie che consentono di migliorare sensibilmente le condizioni di degenza degli animali, favorendone il recupero e il successivo ritorno in mare. Ogni anno la Sea Turtle Clinic dell'Università di Bari accoglie fino a 500 esemplari di Caretta Caretta. Nella maggior parte dei casi, gli animali arrivano in clinica con gravi lesioni provocate dalle attività antropiche: ami dei palangari, reti da pesca, ingestione di plastica e altri rifiuti rappresentano ancora oggi le principali cause di ricovero. La nuova struttura consentirà di garantire standard ancora più elevati di assistenza veterinaria, ricerca scientifica e formazione, rafforzando l'impegno dell'Università di Bari nella conservazione della fauna marina secondo l'approccio One Health, che riconosce il legame tra salute dell'uomo, degli animali e degli ecosistemi.

Attività nella Sea Turtle Clinic- Presso questa struttura vengono conferite tartarughe marine provenienti dai più importanti centri di recupero (CRTM) di Puglia, Abruzzo, Basilicata e Calabria perché affette da gravi patologie derivanti prevalentemente da impatto delle attività antropiche. Obiettivo della STC è principalmente quello di curare gli esemplari di specie in grave pericolo di estinzione e di consentirne la reimmissione in ambiente naturale. Nella Sea Turtle Clinic vengono anche condotti studi sulla eziopatogenesi delle patologie più diffuse in questi animali, oltre che su nuovi protocolli farmacologici e terapeutici. Gli studenti del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria hanno così modo di acquisire le tecniche di management e cliniche finalizzate alla cura e alla salvaguardia di queste importanti specie. Nel corso degli ultimi quattro anni sono state ricoverate oltre 900 tartarughe marine, quasi tutte da lesioni da impatto antropico; più del 92% di esse dopo le cure sono state liberate in mare.

“Con il nuovo impianto la Sea Turtle Clinic consolida il proprio ruolo di centro di riferimento per il recupero delle tartarughe marine nel Mare Adriatico e nel Mediterraneo – dichiara-l’assessore regionale all’Agricoltura  Francesco Paolicelli – offrendo nuove opportunità per la ricerca, la didattica e la conservazione di un patrimonio naturale di inestimabile valore".

Una rete di collaborazione che unisce istituzioni, Università, Regione, Capitaneria di Porto, WWF - Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro Roberto Bellotti, l’assessore regionale all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale Francesco Paolicelli, il Comandante in II della Capitaneria di Porto di Bari Alessandro Ducci, il direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria Pasquale De Palo, il sindaco di Valenzano Giampaolo Romanazzi, Antonio Di Bello e Carmela Valastro della Sea Turtle Clinic e Pasquale Salvemini, responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta.

Microchippati e liberati in mare due esemplari di Caretta Caretta- Dopo l'avvio inaugurale dell'impianto, due esemplari curati nella Sea Turtle Clinic, Elettra e Francy, sono stati liberati in mare dopo essere rimasti vittime delle attività di pesca. La prima, proveniente dalla Grecia, aveva un grosso dispositivo GPS sul carapace per le attività di ricerca, la seconda invece era stata recuperate sulla litoranea di Molfetta. Trasportate a bordo dei mezzi della Capitaneria di Porto di Bari, le due tartarughe sono state liberate al largo del porto di Bari, a circa un miglio nautico dalla costa.