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ACCADEMIA E PROFESSIONE

CUN, la Veterinaria chiede coinvolgimento strutturale

CUN, la Veterinaria chiede coinvolgimento strutturale
Sul riordino del Consiglio Universitario Nazionale, ANMVI, FNOVI e SIVeMP hanno definito una posizione comune. Rafforzare il raccordo tra Accademia e Veterinaria. Molti i temi che richiedono un confronto. Proposta emendativa per un coinvolgimento strutturale della Federazione. Il testo della memoria depositata in 7° Commissione del Senato. 

E' agli atti della 7° Commissione (Cultura e Istruzione Ricerca scientifica) del Senato la memoria depositata dal Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica sul disegno di legge di riordino del CUN, il Consiglio Universitario Nazionale, massimo organo consultivo del Ministro dell'Università.

La memoria - concertata con l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e con la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari (FNOVI) - esprime una posizione comune sul riordino del Consiglio, sulla sua composizione e sulla sua funzione consultiva. Le tre sigle chiedono un coinvolgimento strutturale della rappresentanza ordinistica su materie di pregnante attualità come fabbisogno e numero programmato, specializzazioni e tutela del principio costituzionale dell'abilitazione di Stato.

Consultazione strutturale con l'Ordine - Richiamando l'articolo 33 della Costituzione che avvicina il principio dell'autonomia universitaria a quello dell'abilitazione professionale di Stato, la memoria è tesa a raccomandare l'apertura del CUN alla consultazione con le rappresentanze ordinistiche delle professioni sanitarie regolamentate, con particolare riferimento alla professione veterinaria. Una proposta di emendamento esplicita il coinvolgimento della FNOVI, al pari di altri organismi previsti, nelle consultazioni allargate del CUN.

Adeguata espressione della Veterinaria accademica
. Le aree disciplinari incidono sul sistema della rappresentanza accademica nel CUN. Il documento osserva che la classificazione che colloca la laurea in Medicina Veterinaria nell’ Area 07 delle Scienze Agrarie e Veterinarie "potrebbe non garantire una adeguata rappresentanza della classe di laurea magistrale a ciclo unico LM 42 che laurea un profilo sanitario quale appunto il “Medico Veterinario".

Scuole di specializzazione veterinarie post-laurea  - Si ritiene necessario e non rinviabile un rafforzamento, anche finanziario, del sistema formativo specialistico in ambito medico veterinario, disciplinato dal DM 27 gennaio 2006. E’ urgente dare certezza di risorse finanziarie e di attivazione alle scuole di specializzazione post laurea veterinarie. Ad oggi, nonostante una Legge di Bilancio e un decreto di riparto, le Scuole di Specializzazione risultano bloccate. 

Nuove classi di laurea sanitarie - Il documento depositato in Senato esprime "la più netta contrarietà alla creazione di una classe di laurea sanitaria in Infermieristica Veterinaria.
La creazione di nuove classi di laurea sanitarie che abbiano un impatto sulla professione veterinaria, dovrebbe essere concertata con l’Ordine professionale:  la sovrapposizione di competenze può realizzare o indurre a realizzare forme di esercizio abusivo della professione veterinaria. Il riferimento è anche alle nuove classi di laurea triennali.

Corsi "affini"-  Anche i corsi di laurea “affini” previsti dalla recente riforma dell’accesso, come sfogo per gli esuberi del semestre aperto, rischiano di risultare "potenzialmente erosivi della riserva garantita alla professione veterinaria dall’abilitazione di Stato". Più in generale, il documento evidenza "la necessità di evitare esiti destabilizzanti per l’ordinamento veterinario e per le garanzie costituzionali che lo sostengono.

Fabbisogno e programmazione- Il fabbisogno di professionalità medico veterinarie, determinato annualmente dal Ministero della salute, non viene adeguatamente recepito dal Ministero dell'Università,  in ragione di una capacità didattica limitata che può circoscrivere il numero programmato, vanificando l’espressione del fabbisogno e trascurando del tutto il modello previsionale adottato con l’allegato A dell’Accordo Stato Regioni 25 maggio 2017 che ha introdotto criteri di fabbisogno non più applicabili soltanto alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche agli effettivi sbocchi del mercato occupazionale e dei settori di domanda dei servizi libero-professionali.

Evoluzione qualitativa della didattica e della ricerca- Il ddl di riordino del CUN si presenta come “un tassello di estremo rilievo" per "garantire una evoluzione qualitativa della didattica e della ricerca". La memoria depositata ricorda che l’Italia deve recepire entro il 10 aprile 2027 la Direttiva Europea 1223/2025 "una scadenza che non dovrebbe prescindere da un passaggio consultivo esteso alle rappresentanze della professione veterinaria". Citati anche gli ospedali veterinari didattici universitari, "strutture prive di una regolamentazione armonizzata e di quell’efficientamento strutturale, organizzativo e tecnologico funzionale a quella didattica applicata così necessaria agli studenti di medicina veterinaria".

Orientamento agli studi universitari- ANMVI FNOVI e SIVeMP ritengono che l’Accademia debba affrontare il mismatch tra domanda e offerta di professionalità veterinaria e assicurare- nel contesto del contingente programmato e dei posti- "una adeguata informativa agli studenti riguardo a tutti i settori di sbocco professionale, stante che ad oggi un fabbisogno e una programmazione inefficaci lasciano scoperte aree di competenza veterinaria". 

Atto Senato n. 1890

Il testo integrale della memoria depositata 

Foto: cun.mur.gov.it