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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Specializzazioni: "inerzia e differenze regionali"

Specializzazioni: "inerzia e differenze regionali"
Sullo stallo delle Scuole di specializzazione post laurea dei Veterinari arriva un'altra interrogazione parlamentare per i Ministri della Salute e dell'Università.

A presentarla, questa volta a Palazzo Madama, è il senatore leghista Gianluca Cantalamessa che parla di "inerzia amministratriva" nell'attivazione delle scuole di specializzazione post laurea in medicina veterinaria. L'interrogazione, depositata il 29 aprile chiede ai Ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini di assumere deteminazioni e di "verificare le ragioni per cui non sia stato ancora emanato il decreto ministeriale propedeutico all'attivazione delle scuole".

Difformità regionali- In relazione al fabbisogno di specializzandi, l'interrogante chiede anche "iniziative urgenti per garantire uniformità territoriale nell'accesso alla formazione specialistica in medicina veterinaria, evitando che le differenze regionali e i ritardi amministrativi producano inaccettabili disuguaglianze tra i laureati e compromettano il funzionamento della sanità pubblica veterinaria".

Lo stallo- La disciplina delle scuole di specializzazione post laurea della professione veterinaria  è dettata dalla legge 29 dicembre 2000, n. 401 che definisce le modalità di determinazione del numero dei soggetti ammessi all'iscrizione. Più recentemente, con la Legge di Bilancio del 2024, comma 339, è stata introdotta una una borsa di studio per gli specializzandi veterinari di 4.773 euro lordi annui. 
Ad oltre un anno di distanza, non è stato ancora emanato il decreto che assegna le risorse. Di conseguenza, gli atenei non procedono alla pubblicazione dei bandi, di fatto bloccando l'accesso ai percorsi di specializzazione. Sul punto, un documento congiunto di Enpav e Fnovi ha chiesto l'attivazione dei bandi anche in assenza del decreto che destina i fondi.

Il fabbisogno di specializzandi- IAi Ministri della Salute e dell'Università, il senatore campano Cantalamessa chiede anche conto del fabbisogno formativo "esiguo" definito per la Regione Campania, "nonostante le richieste formalmente trasmesse dagli atenei e le evidenti necessità del territorio".
A novembre del 2025, la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l'accordo sul fabbisogno formativo di specialisti per gli anni accademici 2025, 2026 e 2027.  L'accordo prevede: 7 posti per l'anno 2025, 9 posti per il 2026 e 9 posti per il 2027. Per il senatore Cantalamessa, i numeri sono "palesemente sottodimensionati" e "in contrasto con le informazioni ufficialmente trasmesse dalle strutture universitarie competenti su esplicita richiesta del Ministero della salute".
Il 28 aprile 2025 il Ministero della salute aveva indicato un totale di 494 posti. Questo fabbisono "non trova riscontro alcuno nei numeri approvati in  Conferenza Stato-Regioni"- afferma l'interrogante.

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