Confprofessioni chiede "un processo partecipato". La riforma degli ordinamenti professionali deve integrare le "numerose proposte migliorative arrivate dalle categorie".
La riforma delle professioni- suddivisa in due percorsi legislativi- sta producendo testi non coordinati e sta creando divisioni tra le stesse professioni. Un rischio, già paventato da Confprofessioni in audizione, sul quale è tornato in un comunicato il Presidente Marco Natali. «È fondamentale – afferma il Presidente di Confprofessioni – lasciare al Parlamento il tempo e lo spazio necessari per intervenire sui testi attraverso emendamenti che possano correggere e migliorare l’impianto normativo. Ciò che sta accadendo oggi sulla consulenza legale potrebbe riproporsi domani su altre competenze, con ulteriori conflitti tra categorie e possibili ripercussioni anche sul piano previdenziale, tra le diverse casse professionali».
Un quadro normativo coerente e orientato all’interesse generale- Confprofessioni ribadisce che la riforma delle professioni deve essere il risultato di un percorso coerente, equilibrato e condiviso, in grado di valorizzare il contributo di tutte le componenti del sistema professionale e di garantire un assetto normativo stabile, chiaro e orientato all’interesse generale.
Un forte allarme- Confprofessioni lancia un forte allarme sull’attuale iter parlamentare della riforma delle professioni, sottolineando come l’accelerazione impressa ai lavori – in particolare con il ritiro degli emendamenti al Ddl sull’ordinamento forense – rischi di produrre una normativa incompleta, poco equilibrata e potenzialmente dannosa per l’intero sistema professionale. «Una riforma frammentata rischia di indebolire il sistema»- aveva già avvisato in audizione il Vicepresidente di Confprofessioni Andrea Dili. Le professioni in Parlamento- La Camera dei Deputati e il Senato stanno lavorando separatamente a due disegni di legge delega, uno riguarda solo le professioni sanitarie mentre l'altro interviene su 14 ordinamenti professionali.I due filoni di riforma stanno viaggiando su binari diversi,nonostante contengano norme di interesse trasversale a tutte le libere professioni, con il risultato di applicare alcune norme solo a beneficio di alcuni settori e non di tutti. E' il caso dell'equo compenso, come già fatto notare anche dalla Fnovi in audizione sul testo di riforma delle professioni sanitarie che appare rivolto solo alle professioni mediche. Un emendamento correttivo, presentato dalle deputate Zanella e Malavasi e ammesso alla votazione, punta ad inserire correttamente la professione veterinaria nei principi della delega legislativa. Delega veterinaria in ddl Schillaci: emendamento "ammissibile" Ddl Ordini, "incertezze" per le professioni sanitarie