"Fornire incentivi e astenersi dall’introduzione di requisiti normativi impraticabili". Su richiesta della presidenza irlandese, il Cese formula raccomandazioni sul futuro della zootecnia.
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Una strategia sostenibile per l’allevamento a sostegno dell’autonomia strategica dell’UE nel settore alimentare e degli obiettivi in materia di clima e biodiversità", il parere del Comitato Economico Sociale europeo pubblicato oggi sulla Gazzetta dell'Unione.
Il Cese cita la carenza di veterinari e la necessità di trattamenti veterinari tra le principali raccomandazioni. La zootecnia è "una importante fonte di attività economica, coesione territoriale e occupazione", soprattutto in zone rurali prive di alternative. Il parere guarda alla PAC e ai fondi disponibili per finanziare la transizione sostenibile del settore zootecnico, incentivare il benessere degli animali, la salute degli animali e l'ambiente.
Risorse e pagamenti PAC- Il Cese raccomanda di ripristinare il bilancio della PAC a un livello pari allo 0,5 % del PIL dell’UE e di mantenere l’attuale struttura della PAC a due pilastri:
- pagamenti diretti e sostegno ecosistemico ai redditi agricoli nel primo pilastro;
- forti investimenti nello sviluppo rurale e sostegno ambientale nel secondo pilastro
Carenza di veterinari e trattamenti veterinari- Nelle regioni rurali la zootecnia sostiene l’occupazione non solo nelle aziende agricole, ma anche nei servizi veterinari,nella fornitura di mangimi, nei trasporti, nella trasformazione e nella commercializzazione locale. Le zone rurali assistno al declino dei macelli locali, carenza di veterinari e risorse foraggere insufficienti. Fattori che stanno aumentando i costi e la pressione organizzativa sia per gli allevatori che per i trasformatori.
Semplificazioni e obiettivi- Gli obblighi normativi per gli operatori della catena del valore dovrebbero essere riesaminati e ridotti per:
- preservare la capacità di macellazione a livello regionale
- promuovere i macelli per la macellazione degli animali nell’azienda
- le filiere corte,
- il trattamento veterinario
- la produzione di mangimi
Le malattie animali- Gli allevatori europei si trovano alle prese con una serie di malattie come la febbre catarrale degli ovini, la malattia emorragica epizootica, la brucellosi, l’influenza aviaria, la rinotracheite bovina infettiva, la dermatite nodulare contagiosa e la peste suina africana – patologie che sono aggravate dai cambiamenti climatici e dagli scambi commerciali internazionali. Sono malattie che "sollevano preoccupazioni in merito al futuro dell’allevamento di bestiame".
Biosicurezza, sorveglianza e indennizzi- La raccomandazione del Cese è il rafforzamento delle misure di biosicurezza, dei sistemi di sorveglianza, della preparazione alle emergenze e di meccanismi di risposta efficaci a livello dell’UE è essenziale per salvaguardare la produzione alimentare, il benessere degli animali e la stabilità del mercato. Inoltre, "è opportuno mantenere i meccanismi di sostegno finanziario per gli allevatori colpiti dall’abbattimento obbligatorio e dalle restrizioni agli spostamenti".
Un quadro strategico comune per la vaccinazione - Contro determinate malattie, l'Unione Europea dovrebbe stabilire norme comuni per i protocolli di vaccinazione, il monitoraggio, la tracciabilità, le condizioni commerciali e i meccanismi di indennizzo, garantendo nel contempo che la vaccinazione integri, anziché sostituire, solidi sistemi di biosicurezza e sorveglianza.
Un approccio nazionale frammentato rischia di compromettere l’efficacia della prevenzione delle malattie, distorcere la concorrenza all’interno del mercato unico e creare rischi commerciali.
Il benessere degli animali - Il Comitato raccomanda al Consiglio di farne un "pilastro fondamentale della prossima strategia per l’allevamento". Il Cese sostiene la revisione della legislazione dell’UE in materia di benessere degli animalim in linea con i più recenti dati scientifici, compresi il sostegno all’adozione di sistemi senza gabbie e lo sviluppo di indicatori di benessere degli animali, garantendo nel contempo l’applicazione delle norme in vigore e rafforzando la competitività degli allevatori.
Fondo europeo per la competitività e Orizzonte Europa- Sono i due strumenti in cui innestare un programma di ricerca e innovazione per il settore zootecnico. Il Cese raccomanda "un uso accelerato della scienza e della tecnologia per sostenere:
- l’espansione dell’allevamento di precisione
- il monitoraggio digitale
- la genomica per migliorare la salute e il benessere degli animali e l’efficienza dei mangimi,
- ridurre l’impatto ambientale e incentivare la bioeconomia circolare e la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole (come la produzione di biogas da liquami)
Tutti questi obiettivi potrebbero essere perseguiti attraverso attività ammissibili nell’ambito della PAC, con un punteggio più elevato nei criteri di selezione.
Mitigare le emissioni ambientali e climatiche- A titolo di esempio, il Cese suggerisce di migliorare la formulazione dei mangimi nel settore suinicolo bilanciando in modo più accurato gli aminoacidi, riducendo le proteine grezze e introducendo un’alimentazione precisa in base allo stato fisiologico dell’animale può ridurre le emissioni di ammoniaca del 20-40 % senza ulteriori investimenti di capitale. Gli additivi provenienti dalle alghe e da enzimi alimentari specifici possono ridurre le emissioni di metano.
Cos'è il CESE- Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è un organo consultivo per il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione Europea. E' formato da rappresentanti di tutti gli Stati Membri provenienti da gruppi d’interesse economici e sociali in Europa (
qui i membri italiani). Il parere pubblicato oggi sulla Gazzetta dell'Unione è stato richiesto dalla
presidenza irlandese del Consiglio dell’UE.
Parere del Comitato economico e sociale europeo (Cese) Una strategia sostenibile per l’allevamento a sostegno dell’autonomia strategica dell’UE nel settore alimentare e degli obiettivi in materia di clima e biodiversità