Oggi al Consiglio Europeo Affari Esteri anche l'Italia ha votato a favore del regolamento europeo per la tracciabilità e il benessere di cani e gatti. Imminente, la pubblicazione sulla GUCE. Il Consiglio Europeo Affari Esteri ha definitivamente votato il testo uscito dai negoziati con la Commissione e il Parlamento europeo. Ad eccezione della Repubblica Ceca, astenuta, tutti gli Stati Membri hanno votato a favore del regolamento. Quello odierno è stato l'ultimo passaggio formale, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
Il testo- Il testo votato oggi dai 27 Stati Membri è quello uscito dai negoziati e approvato dal Parlamento Europeo il 28 aprile scorso.
Le nuove regole- Il regolamento introduce in tutta l'Unione Europea le prime regole obbligatorie per il benessere dei cani e dei gatti allevati, compravenduti, movimentati e adottati nell'Unione Europea. Le nuove regole non si applicheranno alle abitazioni private, ma a tutti gli stabilimenti, negozi e rifugi inclusi, dove si detengono animali a scopo di immissione sul mercato unionale, compresa l'adozione gratuita. I requisiti minimi di benessere, insieme ad una tracciabilità obbligatoria e rafforzata, concorreranno a rendere più armonizzato il mercato europeo e a tutelare operatori e proprietari contro il traffico illegale di cani e gatti. Rafforzate anche le misure all'importazione dai Paesi Terzi, con l'obbligo di rispettare i requisiti applicati dagli operatori dell'Unione Europea. Gli stabilimenti, già autorizzati e di nuova autorizzazione dovranno sottoporsi a una visita veterinaria di consulenza sul benessere animale.
Applicazione progressiva- Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La sua applicazione sarà graduale, con alcune misure già applicabili dal 2028 e altre in tempi diversi. Con successivi atti delegati, la Commissione Europea attuerà gradualmente le restanti disposizioni. Sono inoltre previsti diversi periodi transitori al fine di consentire agli operatori e agli Stati membri di adeguarsi ai nuovi requisiti.