In II Commissione Giustizia la riforma della Commissione CCEPS è aperta alle proposte emendative. La Direzione Generale delle Professioni Sanitarie ne propone sei.
Dopo un ciclo di audizioni che ha coinvolto le rappresentanze ordinistiche,
FNOVI inclusa, il Presidente della II Commissione On
Ciro Maschio apre la fase delle proposte emendative.
Sulle «Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie» (
C.2880) il Direttore Generale delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute
Mariella Mainolfi chiede sei modifiche.
1- lo sblocco dei rimborsi delle spese di missione;
2- gradualità nella semplificazione digitale e nell'adozione delle regole tecniche proprie del processo telematico e introduzione della modalità in videoconferenza;
3- calendarizzazione del merito contestuale, se accolta, all'istanza cautelare per snellire e anche per disincentivare i ricorsi cautelari strumentali;
4- la notifica al Ministero della Salute del ricorso pena l'inammissibilità;
5- far confluire di diritto gli attuali componenti della sezione ordinaria della CCEPS nella Prima Sezione prevista dal riordino, per evitare battute d'arresto delle azioni in corso;
6- modificare la rappresentanza delle professioni sanitarie e composizione delle sezioni prevedendo che cinque componenti effettivi e cinque componenti supplenti siano designati per ciascuna professione sanitaria dalle rispettive Federazioni, dei quali almeno tre non devono essere presidente o membro in carica dei Comitati centrali delle Federazioni nazionali.
Più professionisti più ricorsi- La disciplina della Commissione Centrale degli Esercenti le professioni sanitarie, ha spiegato in audizione, risente di una "inadeguatezza storica", risalente agli anni Cinquanta, quando il numero delle professioni ordinistiche e dei professionisti era di molto inferiore ad oggi. Una platea di 1,5 milioni di iscritti genera- ha riferito in Commissione il 29 settembre- un contenzioso di circa 150 nuovi ricorsi all'anno. Il peso di 900 procedimenti pendenti ha reso necessaria un'attività di recupero del contenzioso arretrato, una soluzione resa possibile con la creazione di una Commissione "stralcio" appositamente costituita e che ha già smaltito circa 400 ricorsi.
Veterinari: il 5% dei ricorsi- Mainolfi ha dettagliato la pressione dei ricorsi pendenti, per ciascuna professione. La maggioranza (40 per cento) riguarda i medici, seguiti dagli odontoiatri (25 per cento), Tecnici sanitari ( 12 per cento), Infermieri (8 per cento) e Veterinari (5%).
La CCEPS oggi- Nel 2026 si è insediata la rinnovata Commissione, superando una stasi prolungata. La riforma in corso di emanazione punta a dare maggiore efficienza alla Commissione e a migliorare l'equilibrio tra il diritto del singolo esercente alla difesa e la tutela dell'interesse pubblico.