Il MInistero della Salute ha pubblicato le statistiche degli animali utilizzati a fini di ricerca scientifica. La relazione annuale dettaglia numeri, procedure e finalità d'impiego.
Sono stati 368.058 gli animali utilizzati a fini di ricerca scientifica nel 2024. Il dato complessivo è stato fornito dal Ministero della Salute alla Commissione Europea, seguendo i criteri di rendicontazione richiesti a tutti gli Stati Membri.
Variazioni- Il totale degli animali utilizzati nel 2024 per finalità scientifiche è stato di circa 3.000 unità superiore a quello
dell'annata precedente, con variazioni significative in aumento che hanno interessato soprattutto le specie ittiche, ama anche specie terrestri domestiche. Mentre i gatti si confermano a quota zero utilizzi, nelle tabelle del 2024 entrano anche gli equidi, non presenti in quelle dell'anno precedente. Topi (Mus musculus) Ratti (Rattus norvegicus) Polli domestici (Gallus gallus domesticus) e Pesci zebra (Danio rerio) si confermano le specie più utilizzate nella ricerca.
Le tabelle- Le statistiche sono organizzate in tabelle, descritte dal Ministero della Salute nel comunicato, secondo le istruzioni della Commissione Europea, che dal 2020 ha riformato la modalità di presentazione e di lettura dei dati. Deve essere rendicontato il numero di volte in cui si utilizza l'animale nelle procedure ( il numero degli utilizzi non puo' essere confrontato con il numero totale di animali cosiddetti «naïve», cioe' al primo utilizzo). Inoltre, deve essere indicata la «sofferenza effettiva subita dall'animale» durante la procedura, devono essere rendicontate anche nuove specie animali, quali i Cefalopodi, alcune specie di pesci, o gli animali geneticamente modificati quando l'alterazione genetica comporta sofferenza, dolore o disagio; i dati devono riferirsi all'anno in cui si conclude la procedura.
Finalita' delle procedure- Sono tre gli ambiti che vedono il maggior numero di utilizzi di animali: la ricerca di base, la ricerca traslazionale applicata e le finalità regolatorie. Seguono finalità di protezione dell'ambiente naturale nell'interesse della salute umana e animale; istruzione superiore e formazione, indagini medico legali e mantenimento di colonie di animali geneticamente modificati.
Il contesto normativo- La direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 26/2014, sancisce l'obbligatorieta' per gli Stati membri di trasmettere annualmente alla Commissione le informazioni statistiche relative all'uso degli animali nelle procedure, comprese le informazioni sull'effettiva gravita' delle procedure e sull'origine e sulle specie di primati non umani utilizzati. Il Ministero della salute, attraverso la Banca dati nazionale per la sperimentazione animale, raccoglie i dati, provvede alla rielaborazione e alla successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Superamento del modello animale- La Commissione Europea ha
annunciato una accelerazione verso l'abbandono della sperimentazione animale nell'ambito della sicurezza chimica.
Dati statistici relativi all'utilizzo di animali a fini scientifici