Il Ministero della Salute dispone misure di mitigazione del rischio in Sardegna. Condizioni per la movimentazione. Rafforzare le attività di sorveglianza tramite visite cliniche. Alla data del 7 maggio 2026, sono sei i focolai di LSD confermati in regione Sardegna- fa sapere il Ministero della Salute. Ad eccezione di un allevamento di bovini che si era opposto alla campagna di vaccinazione d’urgenza, nei restanti focolai gli animali colpiti sono, nella quasi totalità dei casi, vitelli di 4-5 mesi di età nati da madri vaccinate.
Tale situazione- spiega una circolare della Direzione Generale della Salute Animale- in concomitanza con l’avvio della stagione favorevole all’attività vettoriale, determina un aumento del rischio di esposizione al virus per la popolazione bovina presente sul territorio sardo.
In tale scenario, "risulta pertanto necessario adottare misure di mitigazione del rischio per gli animali destinati alla movimentazione, nonché rafforzare le attività di sorveglianza tramite visite cliniche, al fine di ridurre il rischio di diffusione della malattia e contestualmente salvaguardare il settore produttivo".
La circolare dettaglia i requisiti per le movimentazioni dei bovini dai territori della Sardegna non ricadenti nelle zone di protezione e di sorveglianza verso il restante territorio nazionale. Una volta raggiunto lo stabilimento di destino, i capi oggetto della movimentazione non possono essere ulteriormente movimentati per i 30 giorni successivi, durante i quali devono essere sottoposti ad un periodo di osservazione da parte del Veterinario Aziendale, il quale dovrà effettuare visite cliniche documentate sugli animali introdotti, per accertare l’assenza di segni clinici riferibili a LSD.
Per quanto riguarda l’attività di sorveglianza rafforzata allo scopo di rilevare il più precocemente possibile l’eventuale presenza della malattia nelle aree non ricomprese nelle zone direstrizione, dovrà essere attuato un programma di sorveglianza che preveda con cadenza mensile la visita clinica di tutti gli animali presenti in un campione di stabilimenti che detengono bovini selezionato casualmente, da effettuare anche in concomitanza con le attività di vaccinazione o altre attività ufficiali.
Sulla base dell’analisi del rischio effettuata dal Centro di Referenza Nazionale, effettuata tenendo conto del numero di stabilimenti di bovini presenti, della prevalenza dei focolai e della vicinanza alle aree soggette a restrizione, e assumendo un livello di confidenza del 95%, il numero minimo di aziende bovine da visitare per ciascuna provincia è dettagliato nella circolare ministeriale.