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ORDINE DEI VETERINARI DI SAVONA

Maltrattamento: accertamento richiede competenza veterinaria

Maltrattamento: accertamento richiede competenza veterinaria
L’accertamento del reato di maltrattamento animale non può avvenire senza il coinvolgimento del medico veterinario. La replica dell'Ordine dei Veterinari di Savona.

"Il medico veterinario è la figura sanitaria istituzionalmente competente per la valutazione dello stato di salute e delle condizioni di benessere degli animali, come previsto dalla normativa nazionale ed europea che attribuisce ai Servizi Veterinari pubblici specifiche funzioni di controllo, vigilanza e tutela del benessere animale".

L'Ordine dei Medici Veterinari di Savona ha così replicato alla stampa locale su un caso di maltrattamento animale, ai danni di un cane. Il giornale riportava affermazioni secondo le quali l’accertamento del reato di maltrattamento animale potrebbe avvenire senza il coinvolgimento della figura del medico veterinario e che i veterinari, in particolare quelli appartenenti ai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, non avrebbero comprovate competenze in materia di benessere animale.

"Tali affermazioni risultano non condivisibili e non corrispondenti al quadro normativo vigente"- puntualizza  l'Ordine nella sua replica, aggiungendo che "la valutazione tecnica delle condizioni cliniche, nutrizionali e comportamentali di un animale, così come l’eventuale accertamento di situazioni riconducibili a maltrattamento o detenzione incompatibile con la natura dell’animale, richiede competenze medico-veterinarie specifiche".

Il caso- La vicenda riguarda un cane sequestrato dalle guardie zoofile di una associazione protezionista. Il cane viveva in un terreno aperto sotto un viadotto, le guardie avevano denunciato il proprietario alla Procura di Savona per il reato di abbandono e maltrattamento animale. Per la Procura non c’è stato maltrattamento animale e il cane è stato restituito ai proprietari. Secondo l'associazione protezionista denunciante, il cane era stato sottoposto a visita veterinaria, dalla quale sarebbe emersa "una tosse evidentemente cagionata dal tipo di detenzione al freddo”. Le indagini disposte dalla Procura sono state affidate ai carabinieri forestali e alla ASL anziché alle guardie zoofile, come invece avrebbero voluto gli animalisti.  Per il reato di maltrattamento - questa la tesi delle guardie zoofile che richiamano la giurisprudenza di Cassazione- basta il "patrimonio di comune esperienza",  "senza quindi la presenza di veterinari, ne tantomeno veterinari ASL che in quanto organo meramente burocratico e dedito agli allevamenti zootecnici non ha comprovate competenze sul benessere animale (sia da reddito che soprattutto da compagnia)”.

Ruoli e competenze- L’Ordine di Savona "riconosce e apprezza il fondamentale ruolo svolto dalle forze di polizia giudiziaria e dalle guardie zoofile nella prevenzione e nel contrasto ai reati contro gli animali”. “Tuttavia- precisa-  la tutela effettiva del benessere animale deve necessariamente basarsi sulla collaborazione tra autorità giudiziaria, forze dell’ordine e professionisti veterinari, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze".

La conclusione è l'auspicio che il ruolo e le competenze della professione medico-veterinaria vengano correttamente rappresentati nell’informazione pubblica, al fine di evitare equivoci su un tema di grande rilevanza sanitaria, etica e sociale.

Foto: IVG.it