Biosicurezza, barrieramento, sorveglianza e formazione. Sono i pilastri dell'azione contro la PSA in Italia. Situazione "molto preoccupante nella UE". In Italia, cluster critico nel cuneese.
Il Commissario alla Peste Suina Africana
Giovanni Filippini ha aggiornato la 9° Commissione del Senato (Industria, Agricoltura e Produzione Agroalimentare) sull'emergenza in Italia e sullo stato dell'arte degli interventi (
video). Nel suo intervento, Filippini- anche in veste di Direttore Generale della Salute Animale - ha portato aggiornamenti sulle malattie animali di interesse zootecnico, rilevate nel territorio nazionale, in un
contesto epidemiologico europeo sfavorevole, che rende continuativamente necessario uno sforzo nella gestione della fauna selvatica e della biosicurezza, per contenere i rischi sanitari e proteggere il comparto zootecnico. Nei Paesi dell'Est, soprattutto, la PSA è ormai endemica. Tra i Paesi europei più recentemente coinvolti c'è la Spagna che sta lottando contro l'espansione virale nel selvatico.
Situazione PSA in Italia - Tra il 2024 e il 2026 sono stati eradicati i cluster presenti in Calabria, Campania e nell’area di Roma. La Sardegna ha raggiunto l’eradicazione dopo circa quarant’anni. Nel Nord Italia le aree di restrizione si sono significativamente ridotte, con la Lombardia completamente rimossa dalle zone soggette a limitazioni. In occasione del
Comitato PAFF di luglio, il Ministero della Salute italiano, conta di portare una situazione ulteriormente migliorata, con ulteriori restrizioni III in via di eliminazione. Nel territorio alessandrino è stata infatti condotta un'azione di contenimento tempestivo della malattia, rilevata in un allevamento semibrado.
Più in generale, il ricorso ai cani molecolari addestrati- grazie a una convenzione con Enci- ha notevolmente migliorato l’efficacia della sorveglianza passiva, soprattutto nei territori montani e boschivi difficilmente accessibili. L’aumento dei ritrovamenti di carcasse positive - ha chiarito- riflette una maggiore capacità diagnostica, non una recrudescenza della malattia.
Aree critiche e priorità operative- La provincia di Cuneo, con circa 1,2 milioni di suini, e le province di Mantova, Cremona e Brescia, che concentrano l’80-90% della suinicoltura nazionale, restano le aree di massima attenzione. Le misure di contenimento mirano a impedire l’espansione del virus verso ovest e verso sud-est, sfruttando barriere autostradali e riduzioni della densità di cinghiali. Il Commissario ha riferito dell'imminente fase di "
barrieramento" che interesserà l'autostrada A21 (Piacenza-Torino), ma anche la A1 (Firenze-Bologna)
Se nel cuore del cluster, il virus ha ormai esaurito il suo corso, la presenza di altri cinghiali in altri territori - come la Toscana-rappresenta una possibilità di espansione. Filippini ha parlato di una popolazione di
suino selvatico "fuori controllo". In Italia, l'eccessiva presenza di cinghiali- ha ricordato- è fonte anche di altre malattie oltre alla Peste Suina Africana.
Cabina di regia a Cuneo- Nel cuneese sarà fatta un'azione di sorveglianza "importantissima" ha spiegato Filippini, dopo avere partecipato agli incontri della cabina di regia nella provincia, dove sono state valutate le azioni da proporre alla Commissione Europea per non penalizzare con restrizioni la filiera suinicola cuneese: 800 aziende e 900.000 capi, destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane, tra cui il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele. Gli allevatori auspicano una ridefinizione delle aree in restrizione da proporre agli uffici competenti della Commissione europea.
Biosicurezza negli allevamenti- La biosicurezza rappresenta uno dei quattro assi del piano nazionale, insieme a sorveglianza, spopolamento dei cinghiali e barriere fisiche. Il settore allevatoriale ha investito in adeguamenti strutturali e nuove pratiche gestionali (zone filtro, igiene, controllo accessi), con un ruolo attivo anche delle associazioni venatorie e delle polizie provinciali. Il Commissario ha rivolto apprezzamenti per la collaborazione degli allevamenti che hanno profondamente rinnovato le prassi e gli investimenti di messa in sicurezza dei capi allevati.
LSD e Rabbia: clima e fattore umano- Nel suo intervento, Filippini ha anche citato la Lumpy Skin Disease- a segnalare una stagione epidemiologica senza precedenti nell'Unione Europea. Il caso di Rabbia in Veneto delle ultime settimane conferma l'importanza del "fattore umano". Se i cambiamenti climatici cambiano la geografia dei fenomeni epidemiologici, la movimentazione di persone e di merci, anche in forma illegale, complica il quadro di rischio, come ha dimostrato nel 2022 l'arrivo della PSA in seguito alla circolazione illegale di carni suine da Paesi infetti. "Un panino gettato ai bordi della strada può avere innescato la malattia". Di qui l'aumento del livello di controllo ai confini, porti e aeroporti, in un quadro di rischio sempre molto alto.
La Toscana- Dai Senatori sono arrivate domande per il Commissario Filippini. Sulla Toscana, le azioni di depopolamento "iniziano ad essere efficaci", specie con le azioni in braccata, ha spiegato Filippini, illustrando la strategia della zona CEV di controllo dell'espansione virale attraverso la verifica della presenza del virus e la conseguente scelta degli interventi. La collaborazione con i cacciatori ha consentito di contenere il rischio derivante dalla circolazione dei cinghiali.