Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di disposizioni attuative in materia di Intelligenza Artificiale. Formazione, deontologia e responsabilità.
Il pacchetto attuativo -
riferisce Palazzo Chigi- è la risposta normativa alla trasformazione tecnologica in corso: "la scelta di fondo è promuovere l’innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: non sostituire la responsabilità umana e non comprimere i diritti fondamentali.
I decreti delegati si aggiungono alle previsioni già contenute nella
Legge sull'Intelligenza Artificiale che ha fissato alcuni principi, paletti e garanzie per un utilizzo che mantiene la centralità del professionista intellettuale. Con i decreti delegati si entra ulteriormente nel merito dell'attività professionale, con particolare riguardo al settore sanitario.
Professioni sanitarie - L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento di supporto diagnostico e clinico. Nell'interesse del paziente, il professionista può decidere più rapidamente e con maggiore appropriatezza, ma non senza regole. Proprio per questo- prosegue il
comunicato di Palazzo Chigi- i decreti delegati prevedono che l’uso dei sistemi deve essere accompagnato da una formazione uniforme, permanente e non limitata alle competenze tecniche. In particolare:-
-la formazione sull’IA è inserita obbligatoriamente, con una specifica percentuale, nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM); iI contenuti riguardano l’uso operativo degli strumenti, ma anche profili deontologici, etici e giuridici, affinché il professionista mantenga piena responsabilità clinica.
- la formazione sull’IA diventa parte integrante anche della formazione manageriale rivolta ai dirigenti sanitari al fine di garantire maggiore efficienza nella gestione e nell’organizzazione dei servizi sanitari, come ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella razionalizzazione degli sprechi.
I decreti delegati prevedono che l’uso dei sistemi deve essere accompagnato da una formazione uniforme, permanente e non limitata alle competenze tecniche.
Il Professionista è sempre responsabile- La responsabilità resta in capo al professionista e non si trasferisce allo strumento tecnologico. Oltre agli aspetti tecnici e giuridici, assume rilievo la deontologia nell'uso della IA, gli obblighi informativi verso il cliente e il rispetto del principio antropocentrico della legge Legge nazionale sulla IA.
Adeguamento da parte degli Ordini- Gli ordini adeguano i propri regolamenti entro sei mesi, secondo le procedure di ciascuna categoria, con il coinvolgimento dell’autorità vigilante quando previsto.
Equo compenso, decreti da aggiornare- L’uso dell’IA rileva anche ai fini dell’equo compenso, attraverso parametri commisurati alla classificazione di rischio del sistema impiegato. I decreti che fissano i parametri dell'equo compenso sono integrati entro dodici mesi. L'obiettivo è di assicurare che il compenso rifletta l'effettivo apporto professionale e il livello di responsabilità connesso all'uso dell'IA, con parametri trasparenti a tutela tanto del professionista quanto del cliente.
Tutelato il lavoro intellettuale del Professionista- La nuova disciplina evita che l’automazione svaluti il lavoro intellettuale. Al contrario, riconduce l’IA a criteri trasparenti e oggettivi, tutelando tanto il professionista quanto il cliente e applicando il principio antropocentrico alla dimensione professionale.
AI Act e Autorità competenti- Il pacchetto sulla IA è conforme alla legislazione europea e definisce le autorità coinvolte nell’attuazione dell’AI Act. Il fulcro della governance è costituito da AgID, quale autorità di notifica, e da ACN - l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale- quale autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni dell’Unione europea.
IA, un anno per equo compenso e alfabetizzazioneIA, è obbligatorio informare il cliente: un fac simile