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SANITA' ANIMALE

Rabbia, DGSA e FNOVI: "massiccia azione informativa"

Rabbia, DGSA e FNOVI: "massiccia azione informativa"

Garantire la più ampia diffusione delle informazioni tra i Medici Veterinari e al pubblico. Il Ministero e la Fnovi invitano gli Ordini provinciali ad una comunicazione capillare.

La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani invita i Presidenti degli Ordini a rendere nota agli iscritti la nota ministeriale dell'8 giugno scorso, in relazione al caso di rabbia confermato in un cane introdotto illegalmente dal Marocco in territorio unionale e successivamente taliano. La Direzione Generale della Salute Animale chiede una "massiccia azione informativa" a tutti gli iscritti, "anche al fine di sensibilizzare l’utenza sui rischi derivanti dai contatti e dall’introduzione di cani e gatti randagi, in Paesi nei quali la rabbia è endemica".

Consultare preventivamente le regole di viaggio- Invitando i Medici Veterinari a promuovere il rispetto delle norme sulle movimentazioni- la nota ministeriale segnala il sito ufficiale della Commissione Europea che disciplina la movimentazione a scopo non commerciale di cani, gatti e furetti al seguito dei proprietari. L'invito da rivolgere all'utenza dei Veterinari, Pubblici e Privati, è di consultare preventivamente il sito. Nel caso confermato a Vittorio Veneto (Treviso), la Direzione Generale della Sanità Animale evidenzia come il cane rabido dal Marocco, "nonostante sia stato visitato in Spagna, non sia stato sottoposto alle misure preventive previste dalle norme della UE in caso di importazione da un paese terzo e per lo più endemico per rabbia come il Marocco".

La gestione del caso di Vittorio Veneto-  Il Comune e i Servizi Veterinari vittoriesi stanno attuando le misure di profilassi e di rintraccio. La campagna vaccinale inizierà il 15 giugno . Sono state attuate le indicazioni date dall'Unità Centrale di Crisi - riunitasi d'urgenza il 28 maggio scorso- è stato deciso di adottare misure preventive per i cani sospettati di esposizione quali l’obbligo di osservazione presso il canile sanitario per una durata di 6 mesi nonché l’adozione di una campagna di vaccinazione obbligatoria antirabbica di tutti i cani e gatti presenti nel Comune di Vittorio veneto (Treviso) nonché una campagna informativa.

Un altro caso di ingresso illegale in Italia- Il Ministero della Salute riferisce che - nell’ambito della stessa Unità Centrale di Crisi- è stato anche discusso il caso di un gatto con sintomatologia sospetta proveniente anch’esso dal Marocco e introdotto da turisti tedeschi. Anche in questo caso si tratterebbe di una importazione irregolare effettuata al di fuori delle previste norme unionali. Del gatto, sotto sorveglianza in canile sanitario a Brescia, l'UCC ha valutato le azioni da intraprendere con la Regione Lombardia e il Centro di Referenza per la Rabbia durante la riunione urgente. 

Gravissimi rischi sanitari - La circolare della Fnovi agli Ordini sottolinea i "gravissimi rischi sanitari connessi all’introduzione illegale di animali da compagnia da Paesi in cui la rabbia è endemica" e chiede agli Ordini Provinciali " e chiede "l'immediata e massima divulgazione" delle informazioni veicolate dal Minstero della Salute. "In particolare, la diffusione deve raggiungere capillarmente sia i medici veterinari che esercitano l'attività professionale presso ambulatori, cliniche e ospedali privati che quelli operanti nei servizi veterinari pubblici e SSN"- conclude la Federazione.

pdfNOTA_DGSA_RABBIA.pdf213.63 KB