"Made in Italy" continuerà a figurare o su latte, formaggi e carni suine trasformate. Prorogato per un altro anno il regime di etichettatura sperimentale italiano.
Il Masaf mantiene anche per tutto il 2026 il regime "sperimentale" italiano che prevede l'obbligo di indicazione dell'origine in etichetta per alcuni alimenti, fra cui prodotti caseari e carni suine trasformate. Il regime italiano- introdotto per la prima volta nel 2001 sulle paste alimentari e successivamente esteso ad altri prodotti - continua ad essere prorogato fintanto che non si saranno concluse le consultazioni - tuttora in corso- sulla modifica del regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.
Latte, formaggi e carni suine trasformate- La proroga riguarda- fra gli altri- tutti i tipi di latte, i prodotti lattiero-caseari preimballati, le carni di ungulati domestici della specie suine macinate, separate meccanicamente, le preparazioni di carni suine e prodotti a base di carne suina.
Un tema dibattuto nella UE- L’indicazione obbligatoria dell’origine (i.e. il nome del Paese) della materia prima in etichetta è una iniziativa nazionale. Stante che la normativa europea è ancora in corso di revisione, l'Italia mantiene in vigore una sperimentazione nazionale tesa a "valorizzare il Made in Italy agroalimentare" , e a "garantire maggiore trasparenza per i consumatori" . L’indicazione dell’origine è da anni un tema centrale nel dibattito sulla sicurezza e la qualità alimentare, con l’Italia in prima linea per difendere l’identità delle sue produzioni. L'obiettivo della norma è permettere ai cittadini di fare scelte consapevoli, contrastare fenomeni di contraffazione e tutelare le filiere produttive italiane, spesso minacciate dalla concorrenza di prodotti di provenienza incerta.