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CHANGES UNIPOL- IPSOS

Pet e denalità, l'animale può sostituire un figlio?

Pet e denalità, l'animale può sostituire un figlio?
Animali domestici e denatalità in Italia: c'è una correlazione? Pubblicati i risultati di un ricerca Unipol-Ipsos sui cambiamenti nel rapporto degli italiani con gli animali.

Il 63% degli italiani ritiene che un animale domestico non possa mai sostituire un figlio. E' quanto emerge dall'indagine "Il rapporto tra gli italiani e gli animali domestici", a cura dell'Osservatorio Unipol, elaborata da Ipsos.  Tuttavia, il 28% è convinto che ciò possa accadere, in quanto “un animale domestico viene trattato a tutti gli effetti come un figlio” (12% dei casi), “riempie un vuoto affettivo” (10%) oppure perché “gestire un animale domestico è più semplice rispetto ad un figlio” (9%).

In tema di denatalità, l''indagine fa inoltre emergere un divario tra le generazioni più giovani, che sono più favorevoli all’idea che un animale possa sostituire un figlio (36% per Gen Z e 37% per Millennial), e le generazioni più mature, che sono meno d’accordo, soprattutto i Boomer (13%). Inoltre,  3 italiani su 4 (il 75%) sono convinti che le cause della denatalità nel nostro Paese non siano legate alla presenza di cani, gatti e altri animali domestici nelle case e nelle famiglie, a fronte di un 12% che la individua invece come una concausa del fare sempre meno bambini.

Considerazione dei pet nella famiglia- Il 79% dei proprietari li considera a tutti gli effetti membri della famiglia, quota che arriva ad alzarsi fino all’85% tra i Millennial (27-40 anni), mentre i Boomer (57-74 anni) si mostrano più distaccati, visto che solo nel 67% dei casi considerano l’animale domestico come un membro della famiglia. Nella gran parte dei casi (92%), inoltre, i proprietari affermano che il loro animale domestico non ha mai causato danni a persone o a cose.

Viaggiare con animali - Soltanto 4 proprietari su 10 (38%) viaggiano spesso con il proprio animale. Nelle aree metropolitane questa abitudine è più diffusa, con una percentuale che sale al 46%. Tra le generazioni, sono i Millennial a spostarsi maggiormente con il proprio animale (nel 46% dei casi) mentre i Boomer lo fanno nel 34% dei casi.

Ostacoli - Le difficoltà nel viaggiare con gli animali sono abbastanza diffuse, tanto che il 71% dei proprietari ne indica almeno una  - nel caso dei millennial il 73%. In particolare, i principali ostacoli che vengono citati sono il trasporto in sé dell’animale durante il viaggio, indicato nel 31% dei casi, la possibilità di trovare alloggi che accettano animali e la gestione delle esigenze dell’animale durante lo spostamento.

Svantaggi -  Il possesso di un animale domestico si traduce anche in un impegno in termini di tempo e risorse da dedicare alla sua cura. Tra gli svantaggi di possedere un animale segnalati dai proprietari, il 26% individua le spese per tenerli in salute, la necessità di trovare qualcuno che badi a loro in caso di assenza (26%) e il costo in termini di mantenimento (17%). 

Tempo - Il 54% dei proprietari destina da 1 a 3 ore al giorno alla cura dell'animale, mentre l’11% si spinge fino a 5 ore e il 6% supera le 5 ore. Soltanto il 27% dedica cure al proprio animale per meno di un’ora al giorno.

Le spese - La spesa mensile per il mantenimento del proprio animale si attesta mediamente a 65 euro (escluse le spese per la salute e il veterinario) e sale a 69 euro tra coloro che possiedono cani e/o gatti. Per quanto riguarda le spese per la salute (vaccinazioni, visite, esami, interventi), la media annua è pari a 180 euro, che salgono a 185 euro per chi ha cani e/o gatti, ma scendono a 164 euro tra i residenti nelle aree metropolitane. Le generazioni più giovani tendono a spendere di più per la salute dei loro animali.

Il Rapporto tra gli italiani e gli animali domestici
Osservatorio Unipol sulla Società Italiana
Ipsos-Unipo, 2024