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cuccioliIl Ministero della Salute non si avvarrà della deroga concessa agli Stati Membri e vieterà l'introduzione in Italia di cuccioli non vaccinati.
La conferma è arrivata dal Sottosegretario alla Salute con delega alla Veterinaria Vito De Filippo, in risposta ad una sollecitazione della Fnovi. "Concordo pienamente- scrive De Filippo alla Federazione- circa il possibile rischio sanitario legato alla movimentazione dei cuccioli al di sotto delle dodici settimane di età e non vaccinati per la rabbia; peraltro la movimentazione di tali animali- aggiunge- avrebbe ripercussioni negative anche ai fini della tutela del loro benessere".

Il Regolamento 576/2013 che entrerà in vigore il 29 dicembre 2014 ammette, in deroga, la circolazione di cuccioli non vaccinati contro la rabbia se accompagnati da una autodichiarazione (art. 7** del Regolamento) del proprietario o di una persona autorizzata circa l'assenza di contatti con fauna selvatica di specie suscettibile alla rabbia. La Fnovi aveva chiesto al Ministero della Salute che l'Italia eserciti la potestà di non utilizzare questa deroga affinché nessun animale, né per gli scambi né per le movimentazioni non commerciali, possa essere introdotto nel nostro Paese in assenza di un protocollo vaccinale completo contro la rabbia.

"Intendo confermare il mio impegno affinchè le apposite iniziative e gli adeguati interventi, ivi compreso il recepimento nell'ordinamento nazionale della Direttiva 2013/31/UE, prevedano il divieto di introdurre in Italia, sia al seguito di proprietari, sia per finalità commerciali, i cuccioli di età inferiore alle dodici settimane e non vaccinati nei confronti della rabbia"- ha assicurato il Sottosegretario.

Le dichiarazioni previste dal Regolamento, "non redatte da un Medico Veterinario ma soltanto dai proprietari dei cuccioli destinati ad essere movimentati, non possono in alcun modo offrire garanzie per la prevenzione del rischio"- aggiunge De Filippo, che - ad ulteriore motivazione della decisione nazionale- ricorda che "l'Italia ha recentemente riacquisito l'indennità dalla rabbia e pertanto ogni intervento del Ministero in materia non può che essere finalizzato a consolidare tale favorevole status nei confronti della malattia che, peraltro, è presente in taluni Paesi Membri.

La posizione di ciascun Paese comunitario circa la concessione o meno della deroga è verificabile anche nel sito della Commissione Europea.

(**) Articolo 7 (Deroga alla condizione relativa alla vaccinazione antirabbica per giovani animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A)
1. Fatto salvo il paragrafo 2, gli Stati membri possono auto rizzare, in deroga all'articolo 6, lettera b), i movimenti a carattere non commerciale nel proprio territorio da un altro Stato
membro di animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A, che abbiano: a) meno di dodici settimane e non siano stati vaccinati contro la rabbia; oppure b) tra dodici e sedici settimane e siano stati vaccinati contro la rabbia, ma non adempiano ancora ai requisiti di validità di cui all'allegato III, punto 2, lettera e).
2. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 può essere concessa soltanto se:
a) il proprietario o la persona autorizzata forniscono una dichiarazione firmata attestante che dalla nascita sino al momento del movimento a carattere non commerciale gli animali da compagnia non hanno avuto contatti con animali selvatici di specie suscettibili alla rabbia; oppureb) gli animali da compagnia sono accompagnati dalla madre, da cui sono ancora dipendenti, e il documento identificativo che accompagna la madre attesta che, prima della loro nascita, la madre è stata sottoposta a vaccinazione antirabbica con forme ai requisiti di validità di cui all'allegato III.
(...)
pdfLA_RISPOSTA_DEL_SOTTOSEGRETARIO_DE_FILIPPO_A_FNOVI.pdf28.68 KB

Nuovo Pet Passport: compilazione e deroga antirabbica
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