L’emergenza-Rabbia è sotto controllo grazie al sistema veterinario italiano e alle vaccinazioni. Ma il caso apre interrogativi sugli ingressi nell’Unione. Lo scrive l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) in un comunicato stampa. Il caso del cane meticcio infetto importato nell’Unione dal Marocco e giunto fino a Vittorio Veneto con la sua proprietaria neo-adottiva suggerisce numerose considerazioni.
L'indennità è una dura conquista- Il comunicato è un appello a programmare la vaccinazione veterinaria che protegge gli animali e la società. Lo status di Paese indenne è stato riconquistato nel 2013 dall'Italia, grazie all'importante sforzo compiuto dai Veterinari per la profilassi e l'identificazione della popolazione canina e felina nel Triveneto. Inoltre, il comunicato dell'Associazione porta la raccomandazione a non adottare cani da Paesi con malattie animali endemiche o in corso. Non da ultimo, una preoccupazione: i Veterinari sono esposti alle zoonosi causate dalle introduzioni illegali di animali.
L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) evidenzia in primo luogo la capacità di risposta del sistema veterinario italiano che ha tempestivamente messo sotto controllo una emergenza sanitaria molto seria. Come da ordinanza sindacale, i Veterinari sono pronti ad eseguire la profilassi antirabbica nei cani e nei gatti residenti in Vittorio Veneto o in ingresso nel Comune trevigiano.
La vaccinazione antirabbica è l’azione più efficace e sicura per proteggere cani, gatti e persone. Si tratta di una protezione “salva vita”, regolarmente richiesta a chi viaggia intra ed extra UE con il proprio cane e gatto, che si rende necessaria anche in situazioni stanziali, quando il virus della rabbia è entrato in un territorio. La vaccinazione somministrata dal Veterinario è una garanzia di prevenzione contro una malattia trasmissibile letale per animali e persone, una minaccia tra le più gravi anche per un Paese con uno status sanitario indenne come l’Italia.
L’appello per i proprietari di Vittorio Veneto è di vaccinare contro la Rabbia il proprio cane e gatto; per tutti i viaggiatori la raccomandazione è di non adottare cani e gatti da Paesi dove zoonosi letali come la Rabbia sono endemiche. È sempre necessario eseguire le profilassi veterinarie in caso di viaggi ed è bene informarsi sempre sullo stato sanitario del Paese in cui si viaggia.
Un episodio come quello di Vittorio Veneto, sia pure circoscritto e già presidiato, evidenzia anche i rischi a cui sono professionalmente esposti i Medici Veterinari italiani, a causa di ingressi irregolari di pet, soprattutto da Paesi Terzi. Tutto ciò solleva interrogativi sulle garanzie di tracciabilità e di tutela di cui i professionisti veterinari dovrebbero godere nell’Unione e in ogni Stato Membro.