Per cinquanta giorni, fra luglio e agosto, una indagine on line ha sondato l'approccio dei Veterinari all'Intelligenza Artificiale. L'iniziativa è stata promossa da Anmvi per comprendere l'interesse e l'utilizzo corrente dei sistemi di IA. Ne esce un quadro di prudenza negli investimenti e pragmatico nell'uso: l'IA deve soprattutto alleviare il carico gestionale e supportare la diagnostica. >>
Impegno del Governo a sostenere e a incentivare l'assistenza veterinaria nelle aree interne. Il Sottosegretario al Masaf La Pietra ha accolto un ordine del giorno dei senatori Bergesio e Cantù. Governo e Parlamento convergono su investimenti e insediamento professionale. Plauso di ANMVI: "Dal Coltiva Italia, il primo segnale di attenzione politica". >>
In vista dell'adeguamento al Decreto Fentanyl, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) ha inviato al Ministero della Salute una proposta di linea guida. L'intento è di individuare una modalità attuativa aderente e proporzionata alla realtà veterinaria. L'auspicio è che sia recepita da note esplicative e circolari ministeriali. >>
I Magnifici Rettori sono invitati a "non procedere" alla pubblicazione dei bandi di ammissione per l'anno accademico 2026-2027. Il Ministero dell'Università scrive agli Atenei: prima la revisione degli standard di accreditamento delle Scuole. La Fnovi al Ministro Anna Maria Bernini: confronto con la professione veterinaria, no a revisioni autoreferenziali. >>
Le Autorità preposte a controlli e attività ufficiali potranno avvalersi del Tecnologo Alimentare. La Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal Ministro Roberto Calderoli, ha sancito l'accordo concernente "Indirizzi per l’inquadramento della figura professionale del tecnologo alimentare nell’ambito dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali di cui al regolamento (UE) 2017/625". Definiti gli ambiti di attività e la collocazione del Tecnologo Alimentare. IL TESTO >>
L’accordo n. 1868 della Conferenza Stato–Regioni “Definizione dei Requisiti Strutturali, Tecnologici ed Organizzativi Minimi Richiesti per l'Erogazione delle Prestazioni Veterinarie da Parte di Strutture Pubbliche e Private “ è suddiviso in tre articoli. Il primo riguarda la classificazione delle strutture, il secondo la definizione dei requisiti , il terzo la modalità di applicazione . La classificazione delle strutture veterinarie pubbliche e private è rimessa alle Regioni. L’accordo individua e definisce 5 tipologie di strutture: studio veterinario, ambulatorio veterinario ( esercitati sia in forma singola che associata), clinica-casa di cura veterinaria, ospedale veterinario e laboratorio analisi veterinario. Non sono ammesse strutture veterinarie mobili ad eccezione di quelle per il soccorso di animali feriti o gravi ed utilizzate per lo svolgimento di attività organicamente collegate ad una o più strutture. Tutte le tipologie di strutture sono sottoposte ad autorizzazione sanitaria, anche nel caso dello studio se si ammette l’accesso di animali, secondo modalità di rilascio stabilite dalle Regioni. La verifica della permanenza dei requisiti minimi viene effettuata almeno ogni cinque anni. I requisiti minimi trovano immediata applicazione nel caso di realizzazione di nuove strutture veterinarie e d’ampliamento o trasformazione di strutture già esistenti. Entro un anno dalla pubblicazione dell’accordo le Regioni adotteranno specifici provvedimenti applicativi e stabiliranno i tempi e le modalità per l’adeguamento delle strutture veterinarie pubbliche e private già autorizzate ed in esercizio.
Il dettaglio dei requisiti minimi strutturali è riportato nell’allegato dell’accordo, il cui testo integrale è disponibile al link sotto indicato.