E' in corso per tutto il mese di agosto la consultazione promossa da ANMVI sull'uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale in ambito veterinario. Il questionario, disponibile on line, si basa sulle definizioni e sul quadro regolatorio vigente e in divenire. L’obiettivo è duplice: dare concretezza al tema e comprenderne le ricadute pratiche sull'esercizio professionale. >>
Dalla consultazione promossa da SivarSib emerge una netta contrarietà all'ingresso di profili non Veterinari nel Sistema SQNBA. Per la prima volta, la posizione unitaria delle rappresentanze veterinarie è stata portata alla platea dei Soci, maturando una corale di consapevolezza sulla posta in gioco e compattando le posizioni in una fase particolarmente critica per il ruolo veterinario. >>
Si aggiorna il percorso di studi accademico dei laureati in medicina veterinaria. La modernizzazione della formazione veterinaria è richiesta da una nuova Direttiva della Commissione Europea: assicurare ai futuri laureati un equipaggiamento culturale adeguato ad affrontare i nuovi scenari professionali. >>
La Strategia per l'Allevamento della Commissione Europea si pone l'obiettivo di ottenere "personale veterinario sufficiente, introducendo incentivi finanziari per i veterinari nelle zone rurali". Il bisogno di servizi di assistenza veterinaria è una "vulnerabilità strutturale" che, per la prima volta, entra nei documenti ufficiali delle istituzioni europee. >>
E' pronta la bozza dell’Accordo sul fabbisogno per l’anno accademico 2026-2027 di professionisti della salute. Il documento- che dovrà essere esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni- individua un fabbisogno in crescita generale: 84.196 professionisti sanitari complessivi (+1.452 rispetto all'anno precedente) e 1.733 Medici Veterinari (+374). >>
L’accordo n. 1868 della Conferenza Stato–Regioni “Definizione dei Requisiti Strutturali, Tecnologici ed Organizzativi Minimi Richiesti per l'Erogazione delle Prestazioni Veterinarie da Parte di Strutture Pubbliche e Private “ è suddiviso in tre articoli. Il primo riguarda la classificazione delle strutture, il secondo la definizione dei requisiti , il terzo la modalità di applicazione . La classificazione delle strutture veterinarie pubbliche e private è rimessa alle Regioni. L’accordo individua e definisce 5 tipologie di strutture: studio veterinario, ambulatorio veterinario ( esercitati sia in forma singola che associata), clinica-casa di cura veterinaria, ospedale veterinario e laboratorio analisi veterinario. Non sono ammesse strutture veterinarie mobili ad eccezione di quelle per il soccorso di animali feriti o gravi ed utilizzate per lo svolgimento di attività organicamente collegate ad una o più strutture. Tutte le tipologie di strutture sono sottoposte ad autorizzazione sanitaria, anche nel caso dello studio se si ammette l’accesso di animali, secondo modalità di rilascio stabilite dalle Regioni. La verifica della permanenza dei requisiti minimi viene effettuata almeno ogni cinque anni. I requisiti minimi trovano immediata applicazione nel caso di realizzazione di nuove strutture veterinarie e d’ampliamento o trasformazione di strutture già esistenti. Entro un anno dalla pubblicazione dell’accordo le Regioni adotteranno specifici provvedimenti applicativi e stabiliranno i tempi e le modalità per l’adeguamento delle strutture veterinarie pubbliche e private già autorizzate ed in esercizio.
Il dettaglio dei requisiti minimi strutturali è riportato nell’allegato dell’accordo, il cui testo integrale è disponibile al link sotto indicato.