“Il Tavolo ha fatto un buon lavoro. Adesso dobbiamo chiudere”. Il Direttore Generale della Salute Animale Giovanni Filippini accelera sull’epidemiosorveglianza veterinaria. Intervenuto al Congresso Nazionale di SivarSib il 7 maggio, ha aggiornato la platea sui lavori del Tavolo ministeriale, accompagnato dal Presidente Vito Loconte in un serrato question time per una affollata Sala Manfredi.
Nei suoi interventi, il Direttore
Giovanni Filippini ha insistito sulla necessità di dotarsi rapidamente di uno strumento predittivo e di completare un modello organizzativo nazionale che nell'epidemiosorveglianza troverà il suo perfezionamento. "
Abbiamo la norma di legge, abbiamo la piattaforma, dobbiamo riempirla di contenuti". I riferimenti sono l'
articolo 11 del decreto legislativo 136/2022 sulle visite di sanità animale, "
i 170 considerando della Animal Health Law" e il portale
Classyfarm.
A che punto è il Tavolo- "Stiamo definendo i requisiti del Veterinario aziendale e i pilastri delle visite di sanità animale- ha riferito Filippini in merito al
Tavolo Tecnico per lo sviluppo del sistema di epidemiosorveglianza-
"Adesso dobbiamo definire le frequenze delle visite e mettere in Classyfarm i dati che servono". I dati dovranno essere standardardizzati, collegati ai protocolli diagnostici validati dal Ministero, selezionati ed elaborabili per risultare predittivi. Il sistema di epidemiosorveglianza farà partire quel Veterinario Aziendale che dal decreto istitutivo del 2017 è rimasto "
una Ferrari senza la strada". Filippini ha anche messo in luce l'importanza dei requisiti sanitari nei negoziati internazionali con i grandi importatori: Canada, USA, Giappone, Taiwain.
“Invito la Veterinaria a riflettere anche su questi aspetti”.Lo scenario epidemiologico è “complicatissimo” – In un contesto sanitario come l’attuale, il fattore organizzativo si impone. Per l'Italia, si tratta di un fattore di debolezza culturale, superabile da un modello di epidemio-sorveglianza standardizzato, capace di coordinamento fra Pubblico e Privato e anche di valorizzare il ruolo del Veterinario libero professionista. Non di meno, il sistema veterinario italiano sa dare prove di efficienza tanto da incassare il plauso del Commissario Europeo
Olivér Vàrhelyi nella sua recente
visita in Italia. Il Direttore Generale cita la
disinfezione dei mezzi in Friuli contro l'Afta e le vaccinazioni di 240 mila capi in Sardegna contro la Lumpy Skin Disease, come esempi di reattività veterinaria all’urgenza nell’emergenza.
Il Veterinario lp come “campanello d’allarme” - La malattia nodulare del bovino ha dimostrato che il Veterinario libero professionista è centrale nell’epidemio-sorveglianza. Nel nuovo modello di epidemiosorveglianza dovrà essere un “campanello d’allarme”, secondo Filippini, in grado di segnalare tempestivamente ogni sospetto, con la rapidità
raccomandata da EUVET.Un modello da spendere con la Politica- Lo sforzo che soprattutto la veterinaria libero-professionale sarà chiamata a compiere è di costruire un modello standardizzato e spendibile anche con i decisori politici, in virtù dei risparmi generati dall'individuazione precoce delle malattie animali. Un tal modello potrà essere in grado di sollevare le finanze pubbliche dagli indennizzi per danni diretti e indiretti, in una fase- ricorda Filippini- in cui le riserve della UE sono in contrazione.
Un modello da costruire anche per i giovani- Invitato dal
Presidente Loconte a incoraggiare i giovani Veterinari, il Direttore Generale si è principalmente rivolto alle generazioni precedenti: “
Dobbiamo accompagnare i giovani. Dobbiamo prenderci qualche responsabilità”. L’adozione di un modello di epidemio-sorveglianza deve essere un impegno anche nei confronti delle generazioni veterinarie future, alle quali consegnare un sistema necessario anche al loro sviluppo professionale.
Ricollegandosi al recente
convegno ministeriale sulle Aree Interne, Filippini ha evocato la “semiluna della PSA”, una geografia epidemiologica che si presta ad evidenziare una contraddizione nazionale, quella tra aree ad elevata concentrazione di allevamenti e aree dove la rarefazione zootecnica contribuisce a depopolare e ad impoverire i territori. Il Governo ha portato in Parlamento il
decreto legge Coltiva Italia. La Veterinaria può contribuire costruendo un modello che la Politica possa appoggiare e che renda attrattivi i territori “
dove i Veterinari non vogliono più stare”- ha affermato Filippini.
Per segnalare bisogna conoscere- Nel corso del suo intervento, il Direttore Generale ha più volte richiamato l'esigenza di una formazione in grado di tradurre in comportamenti i provvedimenti normativi, incluso quello sulla biosicurezza nei ruminanti la cui emanazione potrebbe essere conseguente. Ma è l'epidemiosorveglianza il tema della giornata e per far suonare il campanello d'allarme bisogna conoscere le malattie, i quadri clinici e diagnostici.
I recenti eventi epidemiologici nazionali e internazionali lo dimostrano.
Congresso SivarSib 2026: temi caldi in primo piano