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CONVEGNO AL MINISTERO DELLA SALUTE

Aree interne e Veterinaria: analogie e opportunità

Aree interne e Veterinaria: analogie e opportunità
"Un puzzle, ma un puzzle molto chiaro". Questa la chiosa del Direttore Generale della Salute Animale, Giovanni Filippini, promotore di un tema, quello delle aree interne, protagonista questa mattina al Ministero della Salute. Il convegno "Modelli organizzativi One Health per la valorizzazione delle aree interne" ha dato voce a numerose riflessioni strategiche, culminate nell'impegno a raccoglierle in "un percorso di coordinamento che coinvolgerà anche la Veterinaria".

ll convegno è nato dall’esigenza di nuovi modelli organizzativi a supporto delle aree interne, territori ricchi di tradizioni e di produzioni agroalimentari Made in Italy.  "Stiamo lavorando con convinzione per investire sulle aree interne" - ha detto il Ministro della Salute Orazio Schillaci. Un impegno anche di risorse finanziarie, confermato dal Sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che ha citato il decreto Coltiva Italia per risollevare le aree agricole svantaggiate incoraggiando i giovani ad esercitare "il diritto di restare" o "diritto alla cittadinanza nelle aree interne".

Le Aree Interne- Con 3.834 Comuni e il 23% della popolazione nazionale, le aree interne ricadono nel 59% della superficie dell'Italia. Raffaele Parlangeli (Ufficio Politiche Territoriali del Governo) ha dispiegato la consistenza territoriale di queste aree (Basilicata, Montefeltro, Beneventano, Modenese, Val d'Ultimo, ecc.) oggi al centro di piani strategici "place-based" (2021-2027) e di un modello di governance, definito con la legge 124/2023, che individua nella "coesione" il superamento di disagi strutturali in settori essenziali:  salute, mobilità e istruzione.
Non meno critica la carenza di assistenza veterinaria che incide sulle opportunità di sviluppo di questi territori e sulle emergenze di sanità animale, come ha sottolineato Filippini anche in veste di Commissario PSA ("in Garfagnana a fronteggiare i focolai abbiamo solo tre veterinari che stanno facendo l'impossibile"). Un punto di complessità quello delle malattie animali, toccato anche dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ha riportato gli apprezzamenti della Commissione Europea al sistema veterinario nazionale, un sistema vantato in apertura del convegno anche dal Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Professioni di prossimità- Con Medici e Farmacisti, la Veterinaria è tra le professioni "di prossimità" necessarie allo sviluppo delle aree interne, al pari delle tecnologie digitali, come la telemedicina, in grado di superare i limiti geografici, purchè sia garantita la connessione alle Reti.
"Bisogna portare le professioni sanitarie nelle aree interne"- ha dichiarato il Capo Dipartimento One Health Giovanni Leonardi, indicando una prospettiva di "salute unica", sottolineata anche da Walter Marrocco (Fimmg) che ha incoraggiato la collaborazione tra dipartimenti di prevenzione, medici di medicina generale e servizi veterinari.

Tipico e sicuro: il modello PPL- Il Direttore Generale della Sicurezza Alimentare Ugo Della Marta ha sottolineato il collegamento tra produzioni e salute ( "il prodotto tipico deve anche essere sicuro per i consumatori") accennando al latte crudo impiegato in contesti produttivi non industriali, dove il controllo dei patogeni è sostenuto dall'adozione di linee guida per rafforzare la prevenzione delle infezioni da STEC. L'approccio seguito dall'Italia per sostenere i marchi DOP e IGP e le piccole produzioni locali fa leva sulle deroghe ammesse dal regolamento 853/2024 e in generale dal "pacchetto igiene". 
Questo approccio si è concretizzato dal progetto veneto-friuliano PPL (Piccole Produzioni Locali), presentato da Antonia Ricci (IZSVE): "La caratteristica dei prodotti locali e la non standardizzazione"- ha spiegato. Un fattore che sfida il controllo, ma superabile utilizzando la flessibilità accordata dai regolamenti europei, unitamente a una rigorosa valutazione del rischio e a piani di campionamento. "E' complicato, ma si può fare, spostando il controllo dai requisiti agli obiettivi finali"- ha spiegato Ricci, evidenziando nell'autorità sanitaria veterinaria una funzione di "affiancamento" dei produttori e della crescita locale.

Veterinaria e Aree interne- Citata in tutti gli interventi del convegno, la Veterinaria è emersa come strettamente intrecciata alle sorti delle aree interne. Il suo ruolo irrinunciabile e il suo depopolamento professionale rendono la Veterinaria somigliante alle aree interne, tanto per importanza quanto per necessità di politiche strategiche. "I Veterinari non ci sono perchè la stragrande maggioranza si rivolge al mercato dei cani e dei gatti. Se creiamo un mercato, ci saranno anche i Veterinari"- è la tesi del Capo Dipartimento alle Politiche Rurali Giuseppe Blasi (Masaf) che ha elogiato il modello PPL.  Secondo Blasi, le aree interne soffrono di "asincronie programmatorie", mentre "i Sindaci sono abbandonati", esposti a interventi speculativi. In proposito, Parlangeli ha ricordato che il 5% delle risorse destinati dalle politiche di coesione alle aree interne vanno al rafforzamento della capacità amministrativa locale.
Servono politiche integrate e incentivi, ha rimarcato Blasi, citando gli strumenti incentivanti della PAC come i "GAL" Gruppi di Azione Locale, premiati dai fondi rurali per uno sviluppo locale di tipo aggregativo. Da un'area interna come la Basilicata, l'Assessore all'Agricoltura Carmine Cicala si è collegato con la platea per testimoniare come attraverso l'ARA il territorio riceva finanziamenti che permettono agli allevatori di continuare a ricevere servizi veterinari. Per l'Assessore alla Salute Massimo Fabi (Emilia Romagna) la veterinaria non è solo "una disciplina fondamentale", ma è anche "un elemento di tutela e di socialità".

Un modello organizzativo- E' stato il professor Francesco Di Iacovo (Dipartimento di Scienze Veterinarie di Pisa) a descrivere un possibile modello organizzativo e di integrazione veterinaria nelle politiche di coesione. Con l'esortazione a dare alla Veterinaria maggiore considerazione, Di Iacovo ha chiesto di potenziarla (telemedicina veterinaria, con servizi sul modello delle farmacie rurali),e di riorganizzarla attraverso un intervento istituzionale specifico per le attività nelle aree interne, rendendole attrattive economicamente per i giovani veterinari ("Un giovane buiatra guadagna in un giorno in Piemonte, più che in Garfagnana in un mese").  La Veterinaria -ha aggiunto- andrà inserita nella nuova PAC, nella Restoration Law, nelle politiche di biodiversità. Di Iacovo- rivolgendosi espressamente al Capo Dipartimento Blasi-  ha lanciato la proposta di un piano di sicurezza nazionale delle proteine, che faccia perno sulle aree interne, "dove si producono le proteine di cui abbiamo bisogno". 
"Analisi oggettiva, sottoscrivo pienamente"- ha risposto il Capo Dipartimento.

ANMVI e SivarSib- Nel parterre degli invitati, il Presidente di ANMVI Marco Melosi, il Vicepresidente Giuseppe Argiolas e il Presidente di SivarSib Vito Loconte. Il convegno è stato trasmesso in diretta streaming ed è disponibile sul canale You Tube del Ministero della Salute. 

Modelli organizzativi One Health per la valorizzazione delle aree interne
Ministero della Salute, 5 maggio 2026 (video)
PROGRAMMA

Nella foto, Giovanni Leonardi Capo Dipartimento (One Health) e Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale