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FEDIAF

Bioeconomia, a rischio ingredienti fondamentali per il petfood

Bioeconomia, a rischio ingredienti fondamentali per il petfood
Deviare i sottoprodotti ABPs dall'industria del pet food ai settori energetici avrebbe conseguenze molto negative. Fediaf torna a lanciare l'allarme.
Con un recente documento programmatico, Fediaf- la Federazione delle Industrie Europee dell'Alimentazione animale e degli animali da compagnia- torna a chiede un accesso sostenibile ai sottoprodotti animali di categoria 3 (ABP) divenute molto ambite nelle strategie energetiche di bioeconomia. Il documento evidenzia la crescente competizione per queste risorse, scatenata dalle sovvenzioni europee concesse alle energie rinnovabili. Ma si tratta di risorse limitate e il loro dirottamento verso altri settori rischia di compromettere l'alimentazione e il benessere degli animali da compagnia.

Secondo Franco Garbelotto, vicesegretario generale di Fediaf, le politiche dell'UE "dovrebbero garantire che questi preziosi materiali rimangano disponibili per i loro usi più redditizi all'interno della filiera alimentare, prima di essere destinati ad applicazioni energetiche". Serve dunque  più coerenza nelle politiche di bioeconomia, affermano le industrie del pet food, evidenziando che proprio grazie alla trasformazione dei sottoprodotti animali di categoria 3, l'industria del pet food da tempo concorre  alla riduzione degli sprechi alimentari.

Cosa sono i sottoprodotti animali di categoria 3 - Gli ABPs (Animal by-products) sono materiali non destinati al consumo umano, ma sicuri e idonei all'alimentazione animale. Il settore europeo degli alimenti per animali da compagnia trasforma queste risorse in prodotti nutrienti per circa 300 milioni di animali da compagnia in tutta Europa

Scenari da scongiurare- Il documento della Federazione delle industrie del pet food  avverte: se questi ingredienti scarseggiassero, i produttori di alimenti per animali da compagnia potrebbero essere costretti a ricorrere a materie prime alternative, con la duplice conseguenza di un impatto ambientale peggiorativo e di  una maggiore dipendenza dalle importazioni.

La proposta di un utilizzo "a cascata"- Fediaf propone ai decisori politici europei di rafforzare l'uso "a cascata" di queste risorse biologiche, garantendone l'approvvigionamento ai settori che generano valore sociale e ambientale e riequilibrando gli incentivi fra energie rinnovabili e politiche di sicurezza alimentare.

Cos'è la strategia per la bioeconomia- La Commissione ha presentato  un documento strategico alla fine del mese di novembre. Si tratta di individuare risorse biologiche rinnovabili, terrestri e marine, come alternative alle materie prime critiche. Agli obiettivi di competititività si uniscono obiettivi eco-ambientali. L'orizzonte temporale è il 2030 e coinvolge svariati settori produttivi, dall'agricoltura alla farmaceutica, dall'alimentazione alle energie rinnovabili.

Safeguarding Circularity: European Pet Food Industry Calls for Coherent EU Bioeconomy Policies