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salumiPrecisate ai Servizi Veterinari  le condizioni per modificare i certificati sanitari di partite destinate a Paesi Terzi, in partenza da zone indenni da PSA.


Il Segretario Generale del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi risponde ai Servizi veterinari locali  riguardo alla possibilità di apportare modifiche ai certificati sanitari di esportazione concordati con le Autorità dei Paesi Terzi, in particolare per quanto concerne il requisito di indennità dell’intero territorio nazionale da PSA.

Condizioni per la modifica dei certificati sanitari - La nota ministeriale chiarisce che "in via del tutto eccezionale, sia possibile modificare i certificati export al fine di riferire la condizione di indennità da PSA alla zona di provenienza degli animali e/o delle carni invece che all’intero territorio italiano". Il Veterinario potrà procedere alla modifica purchè siano soddisfatte  alcune condizioni. In particolare, è necessario che le Autorità del Paese terzo di destinazione non abbiano notificato ufficialmente provvedimenti di restrizione delle importazioni di prodotti suini dall’Italia. Inoltre, l’azienda interessata ad esportare deve poter dimostrare l’esistenza di un preaccordo commerciale con un operatore del Paese importatore e infine devono essere rispettate le condizioni di tracciabilità già definite dal Ministero della Salute con le circolari Dgisan di gennaio e febbraio.

Avvertenza alle aziende esportatrici- La nota del Segretario Generale conclude evidenziando che si tratta di modifiche non ufficialmente concordate con le Autorità dei Paesi di destinazione, pertanto le spedizioni accompagnate dai certificati emendati restano soggette ad eventuali respingimenti in esito ai controlli effettuati presso i Port of Entry (POE). In questi casi, non sarà possibile alcun intervento da parte delle Autorità sanitarie italiane a supporto delle spedizioni bloccate.