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ospedale-veterinario-università-sassariRiattivato pronto soccorso veterinario, ma la gestione del servizio "necessita di una revisione urgente".

La Nuova Sardegna dà notizia dello sblocco dei ricoveri nella struttura universitaria di Sassari Ma il servizio congiunto Ateneo-Asl resta a rischio: mancano fondi e posti per gli animali.
Se è vero che i dieci posti disponibili sono pochi è vero anche che il ricovero deve fatto solo se indispensabile. Questo è un passaggio fondamentale per evitare il corto circuito: «Altrimenti _ spiega la responsabile Lucia Manunta- saremo costretti a bloccare i ricoveri ogni volta che le gabbie sono occupate».

In seguito all'accordo siglato tra Asl e Università, infatti, è possibile allertare il taxi dog che, al bisogno, preleva l'animale segnalato dal cittadino: «È indispensabile, però, che a bordo ci sia il veterinario _ fa notare Lucia Manunta _ che una volta sul posto ne verifica le condizioni e decide se ricoverarlo». «Ma la verifica sanitaria non può essere fatta in strada _ replica Tonino Fadda, responsabile del servizio di Igiene, allevamenti e produzioni zootecniche dell'Asl _ e allora dovrebbero intervenire i Comuni attraverso i canili che all'occorrenza sono le strutture più idonee ad accogliere gli animali».

Qui cominciano le note dolenti, perché nei canili comunali non c'è personale che garantisca la reperibilità e per giunta sono chiusi il sabato e la domenica, giorni in cui si registrano più segnalazioni. Nei canili della provincia sono attualmente ospitati 2200 animali che costano un milione e mezzo di euro l'anno. È chiaro che se si non trova altra sistemazione, l'animale viene dirottato al pronto soccorso dove resta bloccando il turn over.
Per sostenere i costi, l'Asl stanzia ventimila euro l'anno. L'anno scorso, tra cani e gatti, il pronto soccorso ha registrato 381 accessi, 45 nei primi cinquanta giorni di quest'anno. Oltre ai dieci posti adibiti a ricovero, ce ne sarebbero altri 8 che sono inutilizzati per lavori di ristrutturazione. Per andare bene, servirebbe almeno il doppio del budget: «A meno che _ conclude Lucia Manunta _ il servizio non venga razionalizzato, allora quello dei soldi potrebbe anche essere un falso problema». (foto: La Nuova Sardegna)
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