Entro l'anno, l'Unione Europea aggiornerà il Regolamento sul Biologico. Tra le modifiche: il tempo di attesa dei medicinali veterinari e le condizioni di allevamento del pollame.
Più garanzie sui prodotti biologici- Seguendo le indicazioni della Corte di Giustizia Europea, la Commissione si appresta a rafforzare le garanzie offerte ai consumatori che acquistano i prodotti bio prodotti nella UE o importati dai Paesi Terzi. Una
proposta in tal senso è oggetto di
emendamenti in Commissione AGRI (Agricoltura) del Parlamento europeo, con modifiche al Regolamento europeo sul Biologico (
regolamento (UE) 2018/848).
Entro il 31 dicembre di quest'anno- L'orizzonte temporale per l'adeguamento del regolamento 2018/848 è il 31 dicembre 2026, quando scadrà l'autorizzazione a vendere prodotti biologici nella UE concessa ai Paesi terzi che applicano sistemi di produzione e di controllo giuridicamente "equivalenti" a quelli disciplinati dalle regole UE.
Medicinali veterinari: tempi di attesa- Il regolamento (UE) 2018/848 stabilisce norme relative ai trattamenti veterinari: per gli animali terrestri, il tempo di attesa successivo all'utilizzo di medicinali allopatici ottenuti per sintesi chimica - quali definiti nel regolamento (UE) 2019/6- sia di durata doppia rispetto al tempo normale di attesa e abbia una durata minima di 48 ore. Ciò significa che, anche se il tempo normale di attesa applicabile del medicinale veterinario è pari a zero giorni, il tempo di attesa deve essere pari ad almeno 48 ore. Per l'acquacoltura, le norme prevedono che il tempo di attesa successivo all'utilizzo di tali medicinali sia pari al doppio del tempo normale di attesa o, in caso di mancata indicazione, che esso abbia una durata minima di 48 ore. La Commissione intende modificare questa norma, "al fine di evitare un onere per la produzione di animali terrestri, in particolare nei casi in cui il tempo di attesa specificato nel medicinale veterinario è pari a zero giorni". La proposta è che le disposizioni relative agli animali terrestri e all'acquacoltura vengano equiparate.
Gli Eurodeputati della Commissione AGRI hanno chiesto approfondimenti ed evidenze scientifiche, in quanto il tempo minimo di 48 ore "costituisce un'importante garanzia per la credibilità e l'integrità della produzione biologica". Secondo la Commissione AGRI la proposta di eliminare la durata minima di 48 ore per gli animali terrestri non è sufficientemente motivata: in assenza di prove scientifiche,"la norma vigente dovrebbe essere mantenuta".
Stabulazione e pratiche zootecniche- Tra le modifiche l'accesso a spazi aperti e la disponibilità di superficie, la Commissione intende introdurre norme più flessibili, per non limitare lo sviluppo delle produzioni, senza che vi siano ulteriori benefici al benessere degli animali e all'ambiente. Anche la Commissione AGRI ha presentato numerose proposte emendative, volte ad assicurare una revisione realisticamente applicabile al comparto biologico e nel contempo a caratterizzarlo per una maggiore aderenza ai cicli naturali.
Mangimi proteici- Dal 1º gennaio di quest'anno, la Commissione può adottare atti delegati sulla disponibilità di mangimi proteici biologici per pollame e suini. La Commissione AGRI ha chiesto di consolidare le deroghe per una percentuale di mangimi proteici non biologici, al fine di continuare a fornire agli animali le sostanze nutritive specifiche di cui hanno bisogno.
Il contesto- La produzione e l'etichettatura dei prodotti biologici sono disciplinate dal regolamento (UE) 2018/848, applicabile da gennaio 2022, e dai regolamenti delegati e di esecuzione adottati sulla base dello stesso. Sebbene il regolamento (UE) 2018/848 la Commissione ritiene necessario apportare delle modifiche per creare un quadro normativo più efficiente. Per la Commissione, l'agricoltura biologica rappresenta "un elemento fondamentale" della politica agricola comune (PAC) dell'Unione europea.
Proposta di modifica del regolamento (UE) 2018/848 per quanto riguarda determinate norme di produzione, etichettatura e certificazione e determinate norme relative agli scambi con i paesi terzi