La Commissione Europea riconosce la crescente carenza di veterinari specializzati in zootecnia. Un problema "strutturale". Affrontarlo è "fondamentale".
L'affermazione è del Vicepresidente esecutivo Minzatu che, a nome della Commissione, ha risposto all'eurodeputata Veronika Vrecionová (Cechia) la quale ha sollevato il problema della diffusa carenza in tutta l'Unione di Veterinari del settore zootecnico. Evidenziando come il sistema dell'istruzione europeo tenda a dirigere i Medici Veterinari verso il settore degli animali da compagnia, l'interrogazione di Vrecionová chiedeva quali strumenti possa mettere in campo la Commissione Europea oltre a quelli di competenza degli Stati Membri.
La Commissione - ha risposto Minzatu- riconosce la crescente carenza di veterinari specializzati in zootecnia, che riflette un problema strutturale più ampio relativo alla disponibilità di personale sanitario. "Affrontare questo problema è fondamentale per la salute e il benessere degli animali, la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la resilienza dei sistemi sanitari"- ha spiegato il Vicepresidente esecutivo.
Anche se non ha la competenza per regolamentare la formazione nazionale, l'Unione Europea "può sostenere la cooperazione tra gli Stati membri per la condivisione delle migliori pratiche e l'incentivazione di nuove specializzazioni". Paesi come la Danimarca- prosegue il rappresentante dell'esecutivo europeo- hanno già implementato politiche specifiche e la Commissione può facilitare lo scambio di conoscenze per aiutare altri a sviluppare politiche mirate simili".
La responsabilità primaria dell'organizzazione dei sistemi di istruzione spetta agli Stati membri. Tuttavia, la Commissione "può contribuire a garantire che la formazione veterinaria rimanga adeguata allo scopo e in linea con i principi dello Spazio europeo dell'istruzione superiore". E può fornire supporto attraverso iniziative come profarmed.eu, finanziata nell'ambito di Erasmus che promuove lo sviluppo professionale- ha concluso Minzatu.