Quella in atto nel Regno Unito è "una delle revisioni più significative dei servizi veterinari degli ultimi decenni". Per la Fve è soprattutto una svolta di trasparenza.
L'istruttoria della britannica CMA (Competition and Markets Authority) "
è una chiara svolta verso la trasparenza". La Federazione dei Veterinari Europei commenta così il
report finale dell'Antitrust del Regno Unito sulle attività veterinarie rivolte agli animali da compagnia. Un mercato professionale, messo sotto la lente due anni fa, che si dovrà adeguare, entro il 2026, a una serie di interventi legislativi e deontologici vincolanti.
Dal Regno Unito ad altri Paesi- Queste misure, sottolinea la Fve, rappresentano
"una delle revisioni più significative dei servizi veterinari degli ultimi decenni". Sebbene queste riforme si applichino al Regno Unito, "
è probabile che il loro impatto si estenda a tutta Europa"- afferma la Federazione. Indagini simili sono già in corso in paesi come Francia, Paesi Bassi e Svezia. Gli organismi di regolamentazione monitoreranno attentamente l'esperienza del Regno Unito, in particolare per quanto riguarda lo strumento che permette- attraverso comparazioni on line- di confrontare i prezzi tra diverse strutture e le misure relative alla trasparenza della proprietà e alle garanzie per l'indipendenza professionale.
Trasparenza, non destrutturazione- Si tratta di un pacchetto di riforme volte soprattutto a migliorare la trasparenza. Il rapporto della CMA individua nei grandi gruppi i prezzi più elevati rispetto ai Veterinari indipendenti, unitamente a una minore soddisfazione dei clienti in termini di costi, servizi e qualità percepita delle cure. Ma non si tratta di un intervento che destruttura il mercato nè chiede lo smembramento forzato delle strutture, annota la Fve. Inoltre, l'applicazione di tariffe massime è prevista solo per le ricette.
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Obbligo di trasparenza sui prezzi: gli studi veterinari saranno tenuti a pubblicare listini prezzi completi, ospitati dal Royal College of Veterinary Surgeons (RCVS), e a fornire preventivi scritti per i trattamenti superiori a £500 (€575).
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Trasparenza sulla proprietà: gli studi veterinari dovranno dichiarare la propria struttura proprietaria, specificando se fanno parte di gruppi aziendali più ampi.
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Tariffa massima per le prescrizioni: le tariffe sulle ricette non potranno superare le 21 sterline (€24) per il primo farmaco. I clienti dovranno essere informati della facoltà di poter richiedere altrove una prescrizione e di poter acquistare i farmaci altrove, anche online.
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Garanzie per l'indipendenza clinica: le cliniche saranno tenute a garantire che la consulenza veterinaria sia fornita in modo indipendente da obiettivi commerciali o di redditività.
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Procedure di reclamo accessibili: le strutture veterinarie dovranno implementare procedure interne di reclamo trasparenti e di facile utilizzo e ricorrere alla mediazione qualora le controversie non vengano risolte.
• Riforma della regolamentazione: il ruolo del RCVS sarà ampliato per includere la regolamentazione delle strutture veterinarie e non solo dei singoli veterinari.
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