Modificate le regole di presentazione dei regimi ecologici nazionali nei piani strategici della PAC. Basterà indicare il superamento dei minimi richiesti dal diritto UE. Con il nuovo regolamento di esecuzione 163/2026 la Commissione Europea è intervenuta sulle informazioni supplementari che gli Stati membri possono comunicare in merito ai propri Piani strategici della PAC, ai fini di ricevere i pagamenti diretti. L'intento è di chiarire e semplificare tale informativa anche in relazione ai cosiddetti "Regimi Ecologici"- che nel Piano strategico italiano per la PAC- ricomprendono l'Ecoschema 1 ("Pagamento per la riduzione della antimicrobico resistenza e il benessere animale").
Dal 1 gennaio 2026, in virtù del nuovo regolamento 163/2026, gli Stati membri potranno indicare se le azioni del regime ecologico adottato "contribuiscono al rispetto dei requisiti obbligatori nazionali che vanno al di là del diritto dell’Unione". In precedenza, era richiesto di indicare se il regime ecologico adottato contribuisca "al rispetto dei nuovi requisiti obbligatori per un periodo massimo di 24 mesi, a decorrere dalla data in cui diventano obbligatori per l’azienda".
Agli Stati Membri è richiesto di coprire almeno due dei seguenti settori di intervento: a) mitigazione dei cambiamenti climatici, compresa la riduzione delle emissioni di gas serra; b) adattamento ai cambiamenti climatici, comprese azioni volte a migliorare la resilienza dei sistemi di produzione alimentare e la diversità animale e vegetale per una maggiore resistenza alle malattie e ai cambiamenti climatici; c) protezione o miglioramento della qualità dell’acqua e riduzione della pressione sulle risorse idriche; d) prevenzione del degrado del suolo; e) protezione della biodiversità; f) azioni per un uso sostenibile e ridotto dei pesticidi. g) azioni volte a migliorare il benessere degli animali o a contrastare la resistenza antimicrobica;. Una volta scelto il proprio regime ecologico, ogni Stato Membro deve dichiarare in che misura superi quanto richiesto dai requisiti minimi del diritto europeo, conseguendo un grado di virtuosismo che giustifica i pagamenti diretti con i fondi europei della PAC.