Per il Presidente di Confprofessioni, nel processo di riforma in atto, bisogna "spostare l’attenzione dalla governance ordinistica ai problemi urgenti dei professionisti".
E' stato "un intervento singolare" quello di Confprofessioni, unica sigla non ordinistica,
invitata ieri al convegno
"La riforma delle professioni e il ruolo degli ordini professionali", organizzato a Montecitorio (
video) su iniziativa della Vicepresidente della Camera
Anna Ascani e dall'On
Chiara Gribaudo.
Introdotto dall'Avv.
Stefano Margiotta (Istituto Triboniano per lo Studio delle tecniche normative), il Presidente di Confprofessioni ha messo l'accento sull'esercizio professionale, suggerendo di
"spostare l'attenzione dalla governance ordinistica ai problemi urgenti dei professionisti". I disegni di legge delega all'esame delle Camere appaiono troppo concentrati sugli assetti ordinistici: durata dei mandati, meccanismi procedurali e gestionali. Per Confprofessioni l'urgenza è un'altra: "
c’è un problema di sopravvivenza delle professioni"- ha dichiarato Natali, invitando a "fare sinergia" su questo, "Casse comprese".
Un problema di percezione- I dati dell'Osservatorio di Confprofessioni parlano chiaro: "il reddito è diminuito, ma le imposte sono state versate". Il Presidente di Confprofessioni ha messo l'accento sulla necessità di una inversione di rotta: "
L’opinione pubblica ha una visione distorta dei professionisti, non li conosce. Noi siamo i buoni”. La funzione esercitata dalle professioni nel tessuto sociale ed economico italiano è superiore a quella percepita.Chiarire bene i ruoli- Natali si è soffermato sul principio di rappresentanza: "
Gli Ordini rappresentano la professione ma non gli iscritti"- ha dichiarato. Riprendendo le caratteristiche tipiche dell'ente ordinistico, illustrate dai giuristi intervenuti nel convegno, il Presidente di Confprofessioni ha sottolineato che quella all'Ordine è una "appartenenza obbligatoria", a differenza dell'adesione volontaria a chi invece fa "rappresentanza di interessi che stanno dentro il cambiamento".
"Sta cambiando la realtà"- Il momento storico è gravido di grandi cambiamenti: tecnologici, economici e sociologici, ha spiegato Natali. "
Bersani e Monti hanno de-regolamentato, adesso siamo davanti all’Intelligenza Artificiale e la competitività è diventata molto complicata". Frammentare in quattro riforme il processo legislativo complica il quadro regolamentare, con il rischio di scontri "come quelli tra i capponi di Renzo Tramaglino".
Cannibalismo e conflitti interni alle professioni danneggiano le aggregazioni professionali, mentre le società tra professionisti possono contribuire ad evitare l’ingresso dei grandi gruppi stranieri.
"Siamo affetti da nanismo"- ha aggiunto. Sono ancora molti, infatti, i professionisti che esercitano in forma individuale
"ed è proprio qui che servirebbe una riforma- ha affermato il Presidente di Confprofessioni- p
er consentire ai giovani di mettersi insieme e di non andare all’estero". La concorrenza imprenditoriale - è la tesi di fondo- si contrasta anche con aggregazioni societarie multi professionali, purchè tra professioni non conflittuali fra loro.
L'esempio unitario di Confprofessioni- La politica e il legislatore rispondono con quattro diversi provvedimenti legislativi "
a un mondo, quello delle professioni, che avrebbe bisogno di maggiore unitarietà". In Confprofessioni, ha aggiunto Natali, "
siamo 20 professioni diverse e abbiamo una visione di insieme. Si può".
Il Legislatore non ha consultato tutti gli attori. "L’
iter sta dando l’impressione di non voler interloquire"- ha concluso.
Professioni sanitarie, FNOVI: rischio disparità nella riforma