Riformulato per non generare oneri di finanza pubblica, l'emendamento sulle specializzazioni veterinarie e l'accesso al SSN è stato approvato dalla Camera.
Con il parere favorevole della Relatrice On
Marta Schifone (FdI) e del Sottosegretario alla Salute
Marcello Gemmato, la Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento 1.401, con 267 voti a favore, 2 astenuti e nessuno contrario.
Ieri, durante le votazioni sul
disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, la Camera ha così inserito il principio di interconnessione tra salute umana, animale e ambientale («One Health») nelle finalità della delega. Inoltre, per effetto dello stesso emendamento, viene esplicitato il richiamo alla formazione specialistica veterinaria in tre criteri di delega legislativa:
1) includere gli specializzandi veterinari nel riordino delle forme di lavoro flessibile per l’impiego nel Servizio sanitario nazionale;
2) includere i veterinari nella metodologia di pianificazione e previsione del numero degli specializzandi;
3) valorizzare le specializzazioni, con l'esplicita aggiunta di un riferimento alla professione di veterinario, "per ampliare la possibilità di garantire l'accesso agli impieghi nel Servizio sanitario nazionale di professionisti con specifica formazione post-laurea in riferimento alle nuove competenze richieste in applicazione del principio di interconnessione tra salute umana, animale e ambientale («One Health»), mediante l'armonizzazione e la razionalizzazione dei percorsi di formazione specialistica già esistenti e senza l'istituzione di nuovi percorsi formativi".
L'emendamento 1.401 è stato approvato nella riformulazione richiesta dal Mef, eliminando eventuali oneri di spesa a carico dello Stato. Il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, pur essendo un collegato alla manovra, contiene infatti una clausola di invarianza finanziaria.
Respinti invece gli emendamenti delle deputate
Zanella e
Malavasi per l'inserimento di un criterio di delega mirato alla professione veterinaria.