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Neovax, l'importanza dei vaccini veterinari "su misura"

Neovax, l'importanza dei vaccini veterinari "su misura"
Vaccini autogeni veterinari: è iniziata la transizione verso le Norme di Buona Fabbricazione (NBF). Stato dell'arte del progetto neoVax.

La rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS) traccia il primo bilancio del progetto neoVax e analizza l'impatto del nuovo quadro normativo europeo sulle Norme di Buona Fabbricazione (NBF) dei vaccini autogeni veterinari. Si tratta di un progetto strategico coordinato da Mariella Goria, responsabile della Struttura Complessa Biotecnologie dell'Istituto Zooprofilattico di Piemonte Liguria e Valle d'Aosta. Il 30 giugno scorso, al Ministero della Salute,

I primi risultati di neoVAX-   I primi risultati sono stati presentati da Pierfrancesco Catarci (DGSA) e Pier Luigi Acutis (IZSPLV),  responsabili dei 6 Work Package (WP) del progetto 
Virgilio Donini e  Eugenio Macrì (DGSA - Ministero della Salute) hanno illustrato la direzione delle norme europee in itinere e le modalità delle future ispezioni sulle produzioni sterili.
Di buone pratiche sul campo ha parlato  Domenico Galante (IZS Puglia e Basilicata) che ha portato l'esperienza concreta dell'Officina Farmaceutica del proprio Istituto, già autorizzata e d'esempio per tutta la rete.

Importanza dei vaccini autogeni - I vaccini autogeni (o "su misura") sono un presidio fondamentale per la medicina veterinaria e le produzioni zootecniche locali. Prodotti a partire da patogeni isolati direttamente negli allevamenti del territorio, rappresentano una risposta personalizzata ed efficacissima per proteggere gli animali, sostenere le filiere agroalimentari e contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza. 

Le nuove regole europee- La produzione di questi vaccini in Italia si è basata a lungo su una normativa del 1994 (DM 287/94). Oggi, l’imminente entrata in vigore dei requisiti europei richiede un vero e proprio cambio di passo tecnologico e strutturale: i laboratori dovranno trasformarsi in vere e proprie officine farmaceutiche ad alte prestazioni.
"I requisiti europei rappresentano una sfida ambiziosa, ma grazie al lavoro di squadra e alla sinergia tra tutti gli II.ZZ.SS., l'Italia ha scelto di non subire il cambiamento, ma di guidarlo. Armonizzare e standardizzare le procedure oggi permetterà di proteggere le biodiversità, le specificità del territorio e la qualità della zootecnia italiana"- riporta una nota dell'Istituto.

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