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SICUREZZA ALIMENTARE

EFSA abbassa la soglia di sicurezza per il TFA

EFSA abbassa la soglia di sicurezza per il TFA

L'EFSA ha rivisto i valori di riferimento per l'esposizione alimentare all'acido trifluoroacetico (TFA), riducendo la dose giornaliera ammissibile (DGA) da 0,05 a 0,014 mg/kg di peso corporeo al giorno, un valore circa 3,5 volte inferiore rispetto al precedente. 

È stata inoltre fissata una dose acuta di riferimento pari a 0,07 mg/kg. Il TFA è un prodotto di degradazione di alcune sostanze attive utilizzate nei pesticidi e di altri composti appartenenti alla famiglia dei PFAS. La sostanza può accumularsi nelle acque sotterranee, nel suolo e nelle colture alimentari, motivo per cui è oggetto di monitoraggio nell'ambito dei programmi europei sulla sicurezza alimentare.

La revisione dell'EFSA si basa su nuove evidenze scientifiche che indicano possibili alterazioni dei livelli di tiroxina, ormone fondamentale per la funzione tiroidea e lo sviluppo dell'organismo. Per la valutazione sono stati esaminati dati forniti dagli Stati membri, dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), dall'industria e dalla letteratura scientifica, oltre ai 177 contributi ricevuti durante la consultazione pubblica.

L'Autorità evidenzia che restano da approfondire alcuni aspetti, tra cui la tossicità a lungo termine, la cancerogenicità e l'immunotossicità del TFA. Per questo è stato applicato un ulteriore fattore di sicurezza nel calcolo della nuova DGA.

I nuovi valori saranno ora presi in considerazione dalla Commissione europea e dagli Stati membri nelle future decisioni sulla gestione del rischio. Intanto EFSA ed ECHA stanno proseguendo gli studi sul comportamento ambientale del TFA derivante dai pesticidi contenenti PFAS, con risultati attesi nel 2027.

Atti scientifici di riferimento