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23°RAPPORTO MASAF

Carni bovine: nuovo rapporto sull'etichettatura facoltiva

Carni bovine: nuovo rapporto sull'etichettatura facoltiva
Il monitoraggio sull'etichettatura volontaria delle carni bovine mette in luce un sistema in tenuta, ma che in futuro potrebbe risultare meno sostenibile del Sistema SQNBA.
L'adesione a un disciplinare in materia di etichettatura facoltativa conferma la volontà, nelle filiere della carne bovina, di una produzione in linea con la domanda di qualità e con l'esigenza di un sistema di rintracciabilità. La volontà è di valorizzare le produzioni, tutelare il consumatore e costruire una immagine spesso deturpata da campagne di stampa. Nel rapporto annuale pubblicato dal Masaf, i numeri descrivono la flessione di un sistema in tenuta, ma che in futuro potrebbe risultare meno sostenibile del Sistema SQNBA.

Benessere animale in etichetta- Le 87 organizzazioni aderenti all'etichettatura volontaria continuano ad offrire una vasta gamma di informazioni: caratteristiche genetiche del bovino,  tipologia del sistema di allevamento e di alimentazione e- da otto anni a questa parte- anche quelle legate al benessere animale in allevamento. Queste informazioni si riferiscono allo standard del ClassyFarm/Centro di referenza nazionale per il benessere animale (Crenba) per il  61% delle organizzazioni operative nel 2025 (+1% rispetto al 2024) e al non uso di antibiotici per periodi comunque non inferiori ai 4 mesi, garantita dal 60% della organizzazioni (+ 3% rispetto al 2023 + 8% rispetto al 2022).

Senza antibiotici per un periodo più lungo - Nell’ultimo quadriennio,  il periodo per il quale non si usano antibiotici si sta ampliando dal minimo dei 4 mesi oppure dalla fine dello svezzamento o dalla nascita del bovino.

Pagamenti diretti- Gli allevatori aderenti a queste organizzazioni, "proprio per la qualità delle informazioni garantite", hanno potuto beneficiare, anche per l’anno 2025, dei premi comunitari  previsti dal  sostegno accoppiato al reddito (DM 23 dicembre 2022 - Sostegno accoppiato al reddito per il settore carne bovina)

Controlli- Nel 2025 si registra, come nell’ultimo quinquennio, un basso rapporto fra non conformità e controlli (circa il 4,6%), ma in lieve in aumento rispetto al 2024 (3,3%).
Il numero complessivo di non conformità segnalate (69) - in aumento rispetto al 2024 dove le NC ammontavano a 52- " sono tali da non mettere in dubbio la corretta
gestione del sistema di etichettatura delle carni bovine che si dimostra affidabile".  Le non conformità di tipo grave- sul totale di 69- sono 10.

La fuoriuscita dei mangimifici- Tra il 2022 e il 2023 diverse organizzazioni hanno rinunciato a fornire informazioni sull’alimentazione non OGM, per il forte aumento dei prezzi delle materie prime, per il blocco delle esportazioni casuato dalla guerra in Ucraina e per ragioni di mercato: la sempre crescente richiestadi informazioni legate al benessere degli animali e al non utilizzo di antibiotici.

L'etichettatura facoltativa continua a dimostrarsi uno strumento di comunicazione verso il
consumatore che si integra spesso con i sistemi esistenti.

Andamento dal 2015 al 2025- Con la "rivoluzione normativa" attuata dal 2015 una serie di organizzazioni hanno potuto fornire informazioni facoltative senza un disciplinare. Tuttavia, per le informazioni facoltative "ad alto valore aggiunto è stata richiesta una “certificazione” (D.M. 16 gennaio 2015). Come conseguenza, 17 organizzazioni hanno rinunciato al disciplinare, ma ben 77 organizzazioni, rispetto alle 94 che avevano operato sulla base della precedente normativa, hanno confermato la volontà di voler proseguire nell’etichettatura secondo standard di gestione più rigidi. 
Nel monitoraggio riferito all’anno 2025, il numero delle organizzazioni operative è diminuito a 87, ritornando ai livelli minimi del 2017 (84 organizzazioni operative). Nonostante un sensibile rallentamento nel corso del 2024 e 2025,  continua ad esserci una richiesta di approvazione di nuovi disciplinare da parte di operatori che forniscono carne alla grande distribuzione.

Adeguamento a SQNBA- La relazione conclude presentando il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale. Il documento evidenzia che i 1.945 allevamenti che garantiscono l’informazione Benessere animale in allevamento secondo lo standard CReNBA, nell’ambito dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine, "già soddisfano molti dei requisiti di benessere animale che saranno richiesti dal SQNBA e potrebbero transitare in detto nel SQNBA con piccoli adeguamenti agli altri requisiti che saranno previsti, quali ad esempio il non uso di antibiotici".

La relazione aggiunge che "la stragrande maggioranza dei 1.945 allevamenti che garantiscono l’informazione benessere animale, non fa uso di antibiotici almeno negli ultimi 4 mesi di allevamento (1.435 allevamenti)". Pertanto, si legge nella relazione, "con pochi adeguamenti potrebbero qualificare ulteriormente la loro produzione aderendo al SQNBA". Il sistema include anche la biosicurezza negli allevamenti e il medicinale veterinario. 

Prospettive future- Questo adeguamento, nel medio periodo, potrebbe spostare l’attenzione degli allevatori verso il SQNBA, sia perché più qualificante, sia perché legato al premio previsto dell’Eco-Schema 1, livello 2. Tutto ciò, nonché la crisi della zootecnia da carne che si è registrato nell’ultimo periodo, potrebbe non rendere economicamente sostenibile l’adesione a due distinti sistemi di certificazione. Pertanto, il futuro dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine potrebbe subire una riduzione d’interesse.

Monitoraggio etichettatura facoltativa carni bovine
23° Rapporto- Anno 2025