• Utenti 10
  • Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 33887
cerca ... cerca ...
Featured
PARERE AGCM

Ddl Professioni sanitarie: i rilievi dell'Antitrust

Su richiesta del Ministero della Salute, l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato pubblica un parere sul disegno di legge delega sulle professioni sanitarie.

L'Antitrust legge il provvedimento AS2180 in chiave concorrenziale e offre suggerimenti per evitare che la delega introduca restrizioni all’accesso o all’esercizio delle professioni regolamentate. Restrizioni che, avverte la Presidente dell'Agcm,  Elisabetta Iossa, sarebbero in contrasto con il principio di proporzionalità imposto dal diritto comunitario,  qualora la regolamentazione delle professioni eccedesse gli obiettivi di interesse generale.

Le osservazioni si appuntano su tutti i principi della delega:
 - Specializzazioni
-  Attualizzazione delle competenze
-  Mercato della formazione 
-  Certificazione delle competenze 
-  Ruolo degli Ordini 
-  Disciplina sanzionatoria 

Specializzazioni-  L'Antitrust concorda con il principio di sostenibilità dei sistemi sanitari, ma il disegno di legge "non individua in modo puntuale né i criteri metodologici né i soggetti chiamati a concorrere alla determinazione dei fabbisogni e a presidiare tale attività di pianificazione".
Il parere suggerisce "lo sviluppo di una metodologia comune di pianificazione e previsione del numero dei medici specializzandi in relazione a ciascuna specializzazione medica".  E di utilizzare valorizzare le basi informative e statistiche già disponibili: le banche dati del Ministero della Salute; le basi informative ISTAT di carattere demografico e territoriale;  gli indicatori elaborati dalla Commissione europea e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. L'Agcm avverte: "metodologie non aggiornate, insufficientemente oggettive o eccessivamente frammentate potrebbero determinare rigidità programmatorie e ostacolare un adeguato adattamento dell’offerta professionale all’evoluzione dei bisogni sanitari".

Attualizzazione delle competenze - "Occorre evitare che, in sede di attuazione della delega, siano introdotte ulteriori rigidità o delimitazioni delle attività professionali non strettamente necessarie alla tutela della salute". In vista dei futuri decreti attuativi, l’Autorità suggerisce "una più chiara individuazione delle attività riservate alla professione medica, favorendo al contempo una maggiore integrazione tra le diverse figure professionali, la riduzione delle sovrapposizioni di competenze e il miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema sanitario, anche mediante l’ampliamento delle opportunità di impiego nel SSN".

Mercato della formazione - L’organizzazione e l’erogazione delle attività formative non dovranno risultare riservate-in via esclusiva o prevalente- a un numero ristretto di soggetti, quali ordini professionali o organismi a essi collegati, prevedendo invece procedure trasparenti e non discriminatorie per l’accreditamento dei soggetti formatori. Da evitare "assetti eccessivamente centralizzati o restrizioni ingiustificate all’accesso al mercato della formazione professionale"
Inoltre, "non dovrebbero essere introdotti ulteriori obblighi amministrativi o formativi suscettibili di determinare aggravi organizzativi ed economici non proporzionati rispetto ai benefici attesi in termini di qualità dell’assistenza, anche al fine di evitare effetti disincentivanti sull’esercizio dell’attività professionale".

Sistema nazionale di certificazione delle competenze- "
Appare opportuno che tale sistema, al fine di evitare ulteriori rigidità o delimitazioni professionali, sia circoscritto alla valorizzazione dell’esperienza concretamente maturata dai professionisti sanitari ai fini del riconoscimento delle competenze". La certificazione non dovrebbe costituire una fonte autonoma di attribuzione di competenze professionali, ma limitarsi a riconoscere e rendere verificabili competenze già acquisite attraverso percorsi formativi, esperienza professionale e attività concretamente svolta". Infine, l’Autorità ritiene opportuno che la realizzazione del sistema di certificazione - che il ddl affida ad Agenas- sia affidata "a soggetti terzi indipendenti e fondate su criteri trasparenti, verificabili e interoperabili".

Ruolo degli Ordini -
L'Agcm - nel solco di una impostazione liberalizzatrice- inteviene sugli Ordini professionali chiedendo "una chiara delimitazione delle funzioni istituzionali, distinguendo nettamente tra le funzioni pubblicistiche di regolazione e vigilanza sull’esercizio professionale e la rappresentanza degli interessi della categoria".
Occorre evitare - prosegue il parere- che il ruolo degli ordini professionali venga ampliato ad ambiti quali la programmazione dei fabbisogni, la formazione continua, la certificazione delle competenze e, più in generale, la regolazione dell’accesso alle professioni e alle specializzazioni sanitarie. "Tale attribuzione potrebbe infatti determinare una concentrazione di funzioni rappresentative e regolatorie in capo ai medesimi soggetti, con possibili effetti restrittivi della concorrenza e dell’accesso al mercato".
In conclusione, l'Antitrust ritiene opportuno che le competenze degli ordini professionali "siano limitate a funzioni di supporto tecnico, deontologico e di garanzia pubblicistica".

Disciplina sanzionatoria- Il disegno di legge non chiarisce se la revisione della disciplina sanzionatoria debba intendersi riferito anche all’ambito disciplinare degli ordini professionali e al relativo sistema sanzionatorio. Al riguardo, la Presidente Iossa osserva che se la delega dovesse incidere sull’esercizio delle funzioni disciplinari attribuite agli ordini professionali, le relative misure dovranno essere definite " nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e ragionevolezza, evitando l’introduzione di restrizioni non giustificate all’esercizio dell’attività professionale e assicurando adeguate garanzie di imparzialità e trasparenza nell’esercizio del potere sanzionatorio".

AGCM- Bollettino 26-2026
AS2180 - Delega al governo in materia di professioni sanitarie, responsabilità professionale dei professionisti sanitari e test di proporzionalità