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L'IZSAM entra nel network mondiale sui coronavirus

L'IZSAM entra nel network mondiale sui coronavirus
L’IZS dell’Abruzzo e del Molise entra in CoViNet, il Network sui Coronavirus dell’OMS per rafforzare l’approccio One Health.

Lo rende noto l'Istituto, designato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dai 35 laboratori iniziali, nel 2025 si sono aggiunti  altri laboratori fino ad oggi, con l'ingresso dell’IZS dell’Abruzzo e del Molise. La Rete CoViNet conta in totale 58 Laboratori dislocati in 35 Paesi.

Dei 58 Laboratori del Network solo 6 – e noi tra questi - sono dell’area della sanità animale”, dichiara il Direttore Generale dell'Istituto Nicola D’Alterio. “La maggior parte dei Laboratori della Rete si occupa di salute umana, come l’Istituto Spallanzani che è l’altro partner italiano di CoViNet”- spiega. L' l’IZS dell’Abruzzo e del Molise è anche sede di 8 Centri WOAH, 2 dell’Unione Europea e 4 Centri FAO, tra cui il Centro di Referenza per i Coronavirus Zoonotici.

CoViNet-  Dopo l’emergenza pandemica, nel 2023, l’OMS ha deciso di ampliare e rivedere portata, obiettivi e termini di riferimento, istituendo CoViNet: la nuova Rete per i Coronavirus con capacità epidemiologiche e di laboratorio potenziate, che includono: competenze in materia di salute animale e sorveglianza ambientale, altri coronavirus come il MERS-CoV e l’identificazione di nuovi coronavirus che potrebbero impattare negativamente sulla salute umana.
“Il Network CoViNet riunisce i più importanti Laboratori e Centri di ricerca mondiali che si occupano di salute umana, animale e di tutela ambientale: dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sudafrica all’India”, dichiara D’Alterio, “farne parte conferma il ruolo di primo piano del nostro Istituto nello scacchiere della ricerca multidisciplinare a livello internazionale e rafforza la nostra posizione, direi anche credibilità, per quanto riguarda l’approccio One Health che rappresenta un principio fondamentale della missione di CoViNet”.


L’attenzione sui Coronavirus va mantenuta alta - MERS-CoV continua a rappresentare una minaccia per la salute globale con casi ancora segnalati, per quanto sporadici. Nel 2025 - riferisce una nota dell'IZSAM- sono stati registrati 17 casi di infezione da MERS-CoV nella Penisola Arabica, di cui 4 fatali. Nei primi giorni di dicembre dello stesso anno, 2 casi sono stati segnalati in Francia, in due viaggiatori di rientro dalle zone endemiche. Pertanto la capacità dei test molecolari è essenziale per la sorveglianza e la diagnosi dei casi sospetti di una malattia al momento confinata, ma che potrebbe uscire fuori dalla sua area di endemia.
Per potenziare la capacità dei test nei Laboratori con risorse limitate nelle aree endemiche, in questi anni CoViNet ha supportato l’acquisto e la distribuzione di kit RT-PCR per MERS-CoV in 11 Paesi ad alto rischio dove è più probabile che il virus emerga. Ne hanno beneficiato soprattutto i Paesi del Mediterraneo orientale classificati ad alto rischio per MERS-CoV tra cui Yemen, Libia, Pakistan, Somalia, Libano, Afghanistan, Marocco, Iran, Siria e Sudan.