E' l'Influenza Aviaria ad alta patogenicità l'unica malattia animale che pone un rischio pandemico. Misure ad hoc nella bozza del Piano Pandemico inviata alle Regioni.
E' stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni il
Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029. Il Piano sarà utilizzato da tutti i principali stakeholders coinvolti nella preparazione e nella risposta alle pandemie. L'adozione del Piano rappresenta "una sfida importante che affonda le sue radici nell’impossibilità di prevedere quando, da che origine e quale tipo di patogeno respiratorio potrà essere responsabile della prossima pandemia".
Una sfida assunta in primo luogo dal
Ministero della Salute che esercita funzioni di “contrasto di ogni emergenza sanitaria, nonchè ogni iniziativa volta alla cura delle patologie epidemico-pandemiche emergenti”, un ruolo ulteriormente consolidato dal legislatore nazionale dopo la pandemia da Covid-19. In questo contesto, un ruolo di primo piano è assegnato alla
Direzione Generale della Salute Animale (DGSA), "incaricata della tutela della salute animale e della prevenzione delle malattie zoonotiche".
Tra le reti di governance e di coordinamento nazionale il Piano inserisce l’
Unità Centrale di Crisi (UCC), che fa parte del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro malattie animali (organo collegiale di supporto al Ministero della salute per il coordinamento delle misure di prevenzione e contrasto alle malattie)e presieduta dal
Chief Veterinay Officer (CVO - Capo Servizi Veterinari). In questi anni la UCC è stata convocata a seguito della conferma di focolai di malattie del gruppo A, fra le quali figura l'Influenza Aviaria ad alta patogenicità, l'unica che al momento rappresenti un rischio pandemico. Per questo il Piano prende atto che - sebbene l'Unità definisca in particolare misure di intervento di carattere prettamente veterinario- si rende opportuno prevedere una integrazione con altre articolazioni e autorità sanitarie.
Sorveglianza degli esposti ad influenza aviaria- Il documento non trascura di menzionare che in Italia è già operativo un piano di sorveglianza per l’influenza aviaria come da Regolamento (UE) 2020/689. L’attuale virus HPAI H5N1 circolante in Europa, Africa, Sud e Nord America è in grado di infettare anche diverse specie di mammiferi selvatici e domestici (carnivori terrestri, pinnipedi, cetacei, gatti e cani) la sorveglianza è stata estesa sia ai mammiferi venuti a morte individuati sul territorio nazionale sia ai mammiferi malati presenti nei CRAS. Controlli obbligatori vengono inoltre effettuati sui mammiferi domestici (suini, cani, gatti) presenti nei focolai di influenza aviaria che interessano il pollame.
Ma per monitorare le attività di sorveglianza sulle persone esposte a focolai veterinari di influenza aviaria sarà realizzato un sistema informativo per la rilevazione di dati aggregati relativi a tutte le informazioni utili a comprendere lo scenario, dai dati del SIMAN (Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale) fino ai test sulle persone esposte al focolaio.
Questo potenziale One Health si esprime anche nella
Rete MiRiK per la valutazione microbiologica del rischio pandemico, della quale fanno parte sia esperti di virologia umana che veterinaria, in grado di valutare il potenziale di trasmissione interumana di patogeni respiratori emergenti a potenziale pandemico. Analogamente, l'approccio One Health del Piano si esplica nella
Rete Dispatch che esegue valutazioni di natura epidemiologica del rischio di diffusione e impatto pandemico.
Sempre a livello nazionale, oltre al Ministero della Salute, sono coinvolte altre istituzioni sanitarie come gli I
stituti Zooprofilattici Sperimentali e altre parti attive nella salute degli animali, a cominciare dai
professionisti fino a coinvolgere le
organizzazioni non governative e di volontariato. A livello nazionale, il Piano coinvolge tutte le articolazioni dedicate all’erogazione di servizi sanitari e le
strutture per la salute degli animali. Le
Asl, le
Regioni e i
Comuni sono chiamati nelle fasi di governce territoriale del Piano pandemico.
Un piano di contingenza patogeno-specifico- Il cuore del Piano è la fase dell'operatività, che contempla un piano di contigenza patogeno-specifico pensato per declinare azioni che tengono conto delle ultime informazioni disponibili sull’epidemia, raccogliendo le evidenze disponibili sulle caratteristiche cliniche, epidemiologiche e microbiologiche dell’agente patogeno con particolare riferimento - tra l'altro- allo studio dell’origine, del
reservoir animale specifico, e di potenziali altri serbatoi ospiti
dell’agente patogeno.
Vaccini antinfluenzali zoonotici- Nel 2025,il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni - NITAG- ha redatto un documento sul vaccino zoonotico e pandemico, con particolare riferimento all’utilizzo dei vaccini zoonotici per la prevenzione dell’influenza aviaria A/H5N1 nell’uomo. Il parere del documento riporta “le esperienze di implementazione di strategie vaccinali su soggetti a rischio e i relativi dati di efficacia sul campo sono al momento limitati; tuttavia, in un’ottica di
preparedeness potrebbe essere comunque preso in considerazione l’approvvigionamento di una scorta per una pronta risposta”.
Seqirus.- E' un vaccino influenzale zoonotico inattivato, adiuvato, usato per la protezione di soggetti adulti dall’influenza causata da ceppi H5 del virus dell’influenza A (influenza aviaria). Il Piano prevede di aderire ad un Joint Procurement Agreement Europeo per l’approvvigionamento di questo vaccino. La popolazione target per questa vaccinazione è rappresentata dai professionisti esposti a rischio, in particolare i lavoratori degli allevamenti avicoli (polli da carne (broiler), ovaiole, tacchini) di cui se ne contano circa 5.000-6.000 professionali su scala industriale, a cui si sommano piccoli allevamenti rurali. Le regioni con più densità sono: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche.
Veterinari esposti- Rientrano nelle categorie a rischio i veterinari e tecnici della sanità animale, in particolare: i veterinari pubblici (ASL) dedicati agli allevamenti avicoli: circa 1.000–1.500 e i veterinari aziendali e liberi professionisti che seguono gli allevamenti, per un totale di circa 2.500 – 3.500 veterinari esposti, in un target di rischio complessivamente stimato in circa 50mila addetti del settore avicolo. Dati stimati sulla base di fonti ufficiali (Istat, Coldiretti, Ministero della Salute, Censis) e documenti sulla biosicurezza negli allevamenti avicoli.
La Protezione Civile- fra gli attori primari del Piano- è coinvolta nel processo di preparazione e risposta alle pandemie anche in virtù delle sue funzioni di tutela degli animali negli eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell'uomo. La gestione dell'emergenza, infatti, è "un insieme, integrato e coordinato" di interventi che contemplano anche il soccorso e l'assistenza agli animali.
PIANO_PANDEMICO_2025-2029.pdf7.06 MB