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LeishTalk 2026: così cresce la cultura One Health in Italia

LeishTalk 2026: così cresce la cultura One Health in Italia

Oltre 1.200 partecipanti unici e più di 2.000 registrazioni complessive confermano il crescente interesse e la rilevanza di LeishTalk 2026. L'appuntamento si consolida come uno dei principali momenti di confronto interdisciplinare sui temi della salute pubblica e veterinaria. Il Presidente Melosi: "Così cresce la cultura One Health nel nostro Paese". I dati del Ministero della Salute. 

Organizzato da EV, in collaborazione con Boehringer Ingelheim Animal Health e con il patrocinio di ANMVI e FNOVI, l’evento ha riunito a Peschiera del Garda esperti italiani e internazionali, rafforzando il dialogo tra medicina veterinaria, medicina umana, ricerca e istituzioni.

Il Presidente Marco Melosi dichiara: «Eventi come LeishTalk rappresentano un passaggio fondamentale per la crescita della cultura One Health nel nostro Paese. La grande partecipazione registrata dimostra quanto la comunità scientifica e professionale senta l’urgenza di un approccio integrato alla prevenzione, capace di mettere in relazione salute animale, umana e ambientale. Come Anmvi riteniamo strategico sostenere iniziative che favoriscano il dialogo tra competenze diverse e traducano la conoscenza scientifica in strumenti concreti per i professionisti sul territorio».

Il Ministero della Salute- A conferma dell’importante impegno istituzionale sul tema c’è stato l’intervento del Ministero della Salute, con la dott.ssa Maria Gabriella Perrotta, Ufficio 3, Direzione Generale della Salute Animale, Ministero della Salute: «la Leishmaniosi ci ricorda che salute animale e umana non sono compartimenti separati. Il veterinario non valuta solo i segni clinici sul cane ma legge il territorio, integrando le informazioni cliniche con elementi epidemiologici e ambientali, anche attraverso la consultazione di fonti istituzionali, bollettini e dati aggiornati sulla circolazione degli agenti patogeni a livello locale, nazionale e internazionale. A questo si aggiunge l’ascolto attento del proprietario, da cui possono emergere elementi utili che, letti in un’ottica integrata, consentono di inquadrare il caso in un contesto più ampio e di orientare una valutazione complessiva del rischio sanitario, anche con possibili implicazioni per la salute umana. In quel momento il veterinario non sta solo curando: sta costruendo prevenzione, sta trasferendo informazioni sul rischio zoonotico, sta indirizzando il proprietario verso il suo medico per percorsi di indagine più appropriati. La sua diagnosi non rimane un atto clinico isolato, ma diventa un tassello di quella coscienza sanitaria che è il fondamento stesso del nostro Servizio Sanitario Nazionale, e che oggi, con un sistema di sorveglianza sempre più integrato, assume un valore strategico».

1.700 casi di leishmaniosi umana viscerale- La prevenzione riveste un ruolo chiave per raggiungere la “Top Protection” nel cane, attuata attraverso la scelta consapevole di antiparassitari con proprietà repellente e insetticida, dietro consiglio del veterinario. La massima protezione per tutti, animali e uomini, enfatizza l’approccio “One & More Health”: salute animale, umana e ambientale sono interconnesse. I dati del Ministero della Salute segnalano che tra il 2011 e il 2016 si sono verificati 1.700 casi di leishmaniosi umana viscerale. 


Rafforzare una rete multidisciplinare - Trasformare conoscenza ed evidenze scientifiche in strumenti pratici è un obiettivo multidisciplinare, da tradurre sul territorio e nelle attività di controllo dei vettori in espansione. Una rete che unisce veterinari, medici, farmacisti e istituzioni in un’ottica One Health. Tra le priorità individuate: collaborazione e prevenzione non solo per la leishmaniosi nel cane con i suoi impatti sull’uomo e sulla sanità territoriale, ma anche per controllare la rapida espansione di “nuove” zanzare invasive provenienti dall’Asia orientale. La prevenzione parte sempre dal cane e punta a una protezione “totale” che mette al centro animali, persone e ambiente, in linea con i principi di One & More Health. Un approccio attorno al quale convergono competenze e ruoli diversi, come quelli portati da Sara Epis, Professore Associato di Parassitologia e Malattie Parassitarie all’Università degli Studi di Milano, Luciano Attard, Direttore Unità Operativa Gestione Clinica di Emergenze Epidemiologiche, IRCCS Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Bartolomeo Griglio, Vice-Direttore Direzione Sanità, Regione Piemonte, Antonia Ricci, Direttore Generale IZSLER e Daniela Mulas, Consigliere FNOVI- tutti protagonisti con Emanuele Ferraro (Head of Business di Boehringer Ingelheim Italia) di una sessione di alto profilo istituzionale

L'importanza dell'innovazione- «L’approccio One Health è oggi più che mai fondamentale in un contesto in profondo cambiamento come quello italiano. Da un lato il calo demografico, dall’altro la crescita costante degli animali da compagnia, ormai parte integrante della vita di milioni di famiglie. Questo scenario, insieme all’emergere di nuove sfide sanitarie come le malattie trasmesse da vettori, rende evidente quanto la salute umana, animale e ambientale siano strettamente interconnesse. Per questo è essenziale rafforzare la collaborazione tra tutte le figure della salute – medici, veterinari, farmacisti – insieme a istituzioni e associazioni, per promuovere una cultura della prevenzione e costruire un sistema più equo e sostenibile” ha commentato Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia.Aziende come Boehringer Ingelheim hanno la responsabilità di contribuire concretamente a trasformare la vita delle generazioni presenti e future. Questo impegno parte dall’innovazione, con oltre il 23% di investimenti in ricerca e sviluppo, e si traduce in una visione orientata a un sistema salute più sostenibile, equo e centrato sulla prevenzione. La collaborazione con istituzioni, comunità scientifica e professionisti della salute è per noi fondamentale: solo così possiamo rafforzare l’educazione sanitaria e rispondere in modo efficace alle sfide di oggi e di domani».


Un cambio di visione- «Questo secondo evento di “STOP alla Leishmania in 3 ACT” rappresenta il continuum rispetto agli obiettivi che ci eravamo posti nella scorsa edizione e che sono ancora in progress attraverso diverse attività, come la consulenza clinica gratuita o le segnalazioni di nuovi focolai di leishmaniosi – dichiara Domenico Otranto, Professore di Parassitologia e Malattie Parassitarie degli animali dell’Università degli Studi di Bari e Responsabile Scientifico dell’evento – pur restando fermi alcuni capisaldi come l’informazione e l’educazione del veterinario e del proprietario, quest’anno abbiamo ritenuto necessario spostare il focus sulla prevenzione consapevole con l’obiettivo preciso di ottenere la cosiddetta “Top Protection”, ossia la protezione totale, quella che offre la massima sicurezza a tutti: cane e uomo. È un cambio di visione della prevenzione che consiste in primo luogo in un approccio consapevole e attento del medico veterinario, chiamato ad una scelta mirata degli antiparassitari disponibili, consigliando e prescrivendo un antiparassitario topico spot-on, dotato di efficacia repellente e insetticida, che protegge da pappataci e zanzare, e consigliare in alcune condizioni una combinazione con un antiparassitario orale  ad azione insetticida che protegge anche contro le zecche e, se necessario, raccomandando la vaccinazione, che offre comunque una protezione parziale perché insufficiente a bloccare l’infezione. In sintesi, il trattamento deve essere scelto in modo consapevole, scegliendo il prodotto giusto, impiegato per il tempo giusto a partire dal mese di marzo per 9 mesi al centro-sud e per 6 mesi al nord. Proteggere il cane significa proteggere l’uomo: per questo è necessaria la collaborazione tra diverse figure professionali con l’obiettivo di ridurre al massimo il rischio di punture e infezioni ma con approcci diversi. Centrale il rapporto tra il medico veterinario e il proprietario per combattere la leishmaniosi canina; centrale il clinico per la diagnosi tempestiva della leishmaniosi umana. Tenendo presente che la protezione totale protegge anche da altri vettori e zoonosi in forte diffusione».

Non solo Leishmaniosi- Dalle ‘nuove’ zanzare dell’Asia orientale. Arrivano emergenze sanitarie per animali e umani. Il valore di prevenzione e protezione per la salute di tutti. Esperti italiani e internazionali riuniti a LeishTalk 2026 hanno fatto il punto sulla necessità di una sempre maggiore collaborazione e integrazione tra medici veterinari, farmacisti e medici umani per combattere il fenomeno con strategie efficaci. Al centro del convegno, oltre ai pappataci (flebotomi), sono state protagoniste le zanzare invasive, quelle conosciute da tempo, e quelle emergenti che stanno colonizzando alcune aree del nord Italia, capaci di adattarsi a temperature fredde e che potrebbero ridisegnare la mappa epidemiologica in relazione ad alcuni parassiti e virus.

Nella foto da sinistra: Domenico Otranto, Antonia Ricci, Emanuele Ferraro, Daniela Mulas, Marco Melosi, Bartolomeo Griglio