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MINISTERO DELLA SALUTE

Il discredito sui social è un atto di violenza

Il discredito sui social è un atto di violenza
Il "discredito sui social" entra nel novero delle forme di violenza verbale. Per la prima volta, questa forma di aggressività compare nelle raccomandazioni del Ministero. 
La recente relazione dell'Osservatorio ONSEPS sulle aggressioni agli esercenti le professioni sanitarie è stata accompagnata dalla pubblicazione della Raccomandazione n. 8, un documento di suggerimenti rivolti agli operatori sanitari per aiutarli a prevenire i fenomeni di violenza o per affrontarli se si verificano. Per la prima volta, vengono citati- tra le forme di violenza verbale- fenomeni nuovi come "il discredito sui social", inserito nella definizione di "atti di violenza".
 
La comunicazione aggressiva- La Raccomandazione n. 8 si sofferma sulla comunicazione aggressiva che "presenta caratteristiche relative al tono della voce, alla prossemica, alla gestualità, a contenuti di minaccia implicita o di sarcasmo, che possono rappresentare l’anticamera di fenomeni più gravi". L’aggressione verbale è infatti riconosciuta come "una delle prime azioni della escalation di una possibile violenza fisica più grave".

Tecniche di gestione della crisi - La Raccomandazione n. 8 si sofferma sulle tecniche di gestione della crisi in contesti verbali, con una serie di tecniche di de-escalation più dettagliati che in passato. Del resto, le relazioni annuali dell'Osservatorio hanno evidenziato la numerosità crescente degli episodi di aggressività verbale, che in alcuni contesti possono degenerare in intimidazioni, minacce alla persona e minacce alla proprietà. "E fondamentale che il personale, soprattutto quello operante nelle aree riconosciute più a rischio, sia preparato a riconoscere i primi segnali- raccomanda il Ministero della Salute-  che sia formato a non sottovalutarli ed inoltre che sia pronto a saper gestire correttamente gli eventi critici che precedono la violenza, in modo da contenere più possibile gli effetti".

Tecniche di de-escalation dell'aggressività verbale- La Raccomandazione n. 8. propone una serie di comportamenti verbali e di prossemica per contrastare la comunicazione aggressiva e depotenziarla. Si tratta di un insieme di interventi, basati sulla comunicazione verbale e non verbale, volti a diminuire l’intensità della tensione in un conflitto. La de-escalation è una modalità di gestione comportamentale, relazionale e psicologica degli stati di agitazione e di aggressività.
psichiatrici. La de-escalation verbale - applicabile anche ai contesti a distanza- si basa su comportamenti di sottrazione. Ad esempio: non argomentare per provare a far cambiare idea, non dare ordini, non dire "no", non dire "tu devi", non rimproverare, non giudicare, non rispondere con toni aggressivi simmetrici o con minacce.

Un primo passo- Pur non avendo valenza legislativa, la definizione di "atti di violenza" data dalla Raccomandazione n. 8 compie il primo passo- in un atto ufficiale del Ministero e dell'Osservatorio- verso il riconoscimento della fattispecie cosiddetta hate speech, attenzionata per la prima volta dalla professione medico veterinaria, proprio alla vigilia della relazione annuale dell'Osservatorio ONSEPS.

Raccomandazione n. 8
Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori in ambito sanitario e socio-sanitario a causa dell’esercizio delle loro funzioni