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INTERROGAZIONE AL GOVERNO

Specializzazioni veterinarie, un altro sollecito al Governo

Specializzazioni veterinarie, un altro sollecito al Governo
I fondi stanziati con la Legge di Bilancio non sono ancora stati assegnati. Un ritardo storico, mentre gli specializzandi meritebbero borse di studio più consistenti.
Il Governo è in forte ritardo nell'emanazione del decreto che deve assegnare risorse già stanziate alle borse di studio degli specializzandi in veterinaria. Un sollecito a porre rimedio arriva dal Capogruppo vicario alla Camera, On Marco Grimaldi (AVS). L'interrogazione è rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri della Salute, dell'Università e delle Finanze.

Iniziative urgenti- L'importo previsto, pari a 4.773 euro lordi annui, da erogarsi mensilmente dalle università a valere su fondi statali, "risulta già oggi largamente insufficiente – meno di 400 euro al mese – a fronte di un impegno formativo stimabile in circa 38-40 ore settimanali"- fa notare l'interrogante.
La richiesta al Governo è quindi duplice: assumere iniziative urgenti e rivedere in modo significativo l'importo della borsa di studio, "al fine di renderlo adeguato all'impegno richiesto, coerente con la dignità del percorso formativo e realmente attrattivo per i giovani professionisti chiamati a garantire il futuro del Servizio sanitario nazionale".

"Un ritardo storico"- La legge di bilancio 2025 ha introdotto, a decorrere dall'anno accademico 2024/2025, una borsa di studio per i professionisti sanitari non medici iscritti alle scuole di specializzazione (veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi), "colmando nel riconoscimento di tali percorsi"- afferma Grimaldi. Questo  ritardo sta concretamente impedendo la pubblicazione dei bandi di accesso alle scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica per l'anno accademico 2025/2026, generando incertezza e disorientamento tra migliaia di giovani professionisti.

Per quali ragioni?- La ripartizione delle risorse è demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Con nota dell'8 agosto 2025 il Ministero dell'università ha comunicato ai rettori che il decreto di riparto era «in fase di perfezionamento». Ad oggi, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non risulta emanato. L'On Grimaldi chiede quali siano le ragioni politiche e amministrative di questa mancata assegnazione. 

Analoga interrogazione è stata rivolta al Governo dal deputato Marco Lacarra (PD). 

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