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LA RISPOSTA

Lupo, confronto con le Regioni sul tasso di prelievo

Lupo, confronto con le Regioni sul tasso di prelievo
E' in corso il confronto tecnico con le Regioni sul tasso massimo di prelievo. Il Mase si dichiara disponibile a rivederlo, alla luce dei nuovi dati che fornirà l'ISPRA.

Il declassamento del lupo da specie «rigorosamente protetta» a «protetta» permette alle regioni di gestire in maniera più flessibile gli esemplari di lupo maggiormente problematici. Il decreto Mase e Masaf che dovrà definire la gestione del contenimento è in attesa del parere della Conferenza Stato-Regioni. Gli ultimi aggiornamenti sono stati forniti dal Sottosegretario all'Ambiente Claudio Barbaro-in risposta a cinque interrogazioni parlamentari sul tema.

Confronto tecnico con le Regioni- "Tale decreto- ha spiegato il rappresentante del Governo-   è volto a definire annualmente, su base regionale o delle province autonome, il tasso massimo di prelievi compatibile con il mantenimento della specie Canis lupus in uno stato di conservazione soddisfacente". Il confronto tecnico con le Regioni non si è ancora concluso, diverse amministrazioni regionali hanno evidenziato la necessità di disporre di un Piano di Gestione Nazionale del lupo-ha aggiunto Barbaro.

Stime dei lupi e tasso di prelievo-  "E' necessario aggiornare i monitoraggi della consistenza del lupo e dei danni prodotti"- riconosce, ricordando che la competenza primaria è in capo alle regioni. "Giova segnalare che oggi non è disponibile una stima più recente riferita all'intero territorio nazionale". 
Per la porzione alpina, i dati disponibili provengono dall'università di Torino, in collaborazione con ISPRA, nell'ambito di LIFE WolfAlps EU. "La stima aggiornata per il periodo 2023-2024 prodotta in tale ambito indica 1.124 individui, con un intervallo di incertezza compreso tra 980 e 1.316. L'aumento stimato rispetto al 2020-2021 è quindi pari a circa 202 individui, corrispondente a un tasso medio annuo di accrescimento del 6 per cento"- ha precisato.
E sempre per quanto riguarda la popolazione alpina, "sarebbe  possibile definire il numero massimo di lupi rimovibili dalla natura applicando il 5 per cento cautelativo ai valori ottenuti con la recente indagine, tenendo quindi conto delle differenze di densità".
"Resta ferma la disponibilità del Ministero a rivedere il tasso massimo di prelievo del lupo una volta considerati i nuovi dati del monitoraggio ISPRA".

Randagismo e ibridazione
 La rimozione di esemplari ibridi di lupo può contribuire- insieme a politiche di contrasto al randagismo canino-  a ridurre l'ibridazione tra il lupo e il cane domestico, che costituisce un fattore di rischio per la conservazione dell'integrità genetica di Canis lupus italicus.

Predazioni e PAC- La Politica Agricola Comune sostiene gli allevatori in territori con presenza stabile del lupo. I pagamenti annuali sono legati:
-all'adozione di pratiche di gestione del pascolo mirate alla prevenzione delle predazioni con l'utilizzo di recinzioni antipredazione, l'impiego di cani da guardiania, dando priorità alle aree con maggiore incidenza di attacchi predatori. (Intervento SRA17 -ACA17 «Impegni specifici di convivenza con grandi carnivori»)
-a progetti strutturali non produttivi, destinati anche a migliorare la coesistenza tra allevamenti e fauna selvatica (recinzioni permanenti per il ricovero notturno del bestiame, sistemi di dissuasione acustici e luminosi per allontanare lupi e altri predatori).  (Intervento SRD04 «Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale»). Il rappresentante del Governo ha ricordato che gli strumenti della PAC "operano in complementarità con le politiche di gestione faunistica nazionale e regionale".