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STUDIO RVC

Pet care, il carovita sta cambiando le decisioni dei proprietari

Pet care, il carovita sta cambiando le decisioni dei proprietari
Uno studio del Royal Veterinary College (RVC) ha analizzato le modalità con cui la pressione del costo della vita influenza le famiglie con cani. Dove e cosa si taglia.

Lo studio ha riguardato un campione di 770 proprietari di cani del Regno Unito che hanno adottato cuccioli nel 2020, sotto l'impatto della pandemia da Covid-19.  Da allora, oltre un terzo dei proprietari (34%) ha riferito che l'aumento del costo della vita ha inciso sullo stile di vita familiare ma non ancora sulla gestione del cane. Solo il 12% ha riferito un peggioramento nel modo di prendersi cura del proprio animale, ma un altro 11% ha messo in conto tagli lineari nei prossimi sei mesi su tutte le voci di spesa per il proprio cane. Nel lungo periodo la pressione finanziarie potrà mettere a rischio anche la salute e il benessere dei cani. 

Prima che sia troppo tardi- Dal 2021, le famiglie del Regno Unito affrontano una diminuzione del reddito e un parallelo aumento dei prezzi su beni e servizi essenziali. La pressione finanziaria potrebbe compromettere seriamente la capacità dei proprietari di sostenere i costi per la cura dei propri cani. Questo nuovo studio di RVC è andato a fondo nella questione, indagando il periodo compreso tra novembre 2022 e gennaio 2024.
Secondo RVC, i risultati evidenziano fin da ora l'esigenza di mettere in campo interventi, prima che le pressioni finanziarie si abbattano sui cani familiari con problemi più gravi e destinati a durare. Il rischio è che i proprietari non riescano più a garantire la prevenzione e le cure veterinarie.

Analizzate 14 voci di spesa per il cane di famiglia- Lo studio ha preso in considerazione quattordici voci di spesa nella cura dei cani, tra cui le cure veterinarie, addestramento, alimentazione, toelettatura, assicurazione, assistenza sanitaria preventiva, supporto comportamentale e vari servizi diurni a pagamento (dog sitter, pensioni, ecc.).
Nonostante più di un terzo (34%) dei proprietari di cani abbia visto peggiorare il proprio stile di vita per il sovraccarico delle spese familiari, l'80 ha dichiarato di non avere modificato la gestione del cane in conseguenza del carovita. Non ancora. Infatti, i risultati indicano che nel lungo periodo la pressione finanziarie potrà modificare le scelte di spesa. 

Il costo della vita sta iniziando a influenzare le decisioni- Infatti, l'11% degli intervistati ha previsto di risparmiare, nella consapevolezza di dover apportare modifiche potenzialmente peggiorative per il proprio cane nei sei mesi successivi al sondaggio. I tagli sono trasversali, dalle assicurazioni alle cure veterinarie, passando per la toelettatura.
Il 21,2% dei proprietari ha dichiarato di aver rinunciato ai servizi di training per il proprio cane o di essere meno propenso a richiedere una consulenza professionale sulla sua educazione o addestramento. Il 17% dei proprietari ha già ridotto il livello di copertura assicurativa, è passato a una copertura inferiore oppure ha annullato la polizza e non la rinnoverà. Il 16% ha riferito di essere diventato meno propenso a utilizzare servizi come dog sitter o asili per cani, oppure di essere passato a un servizio a pagamento più economico. Identica la percentuale dei proprietari che in precedenza si avvalevano di un toelettatore professionista ha riferito di utilizzarlo meno spesso a causa dell'aumento del costo della vita.

L'pproccio alle cure veterinarie- Il 15% dei proprietari il cui cane ha avuto un problema di salute nei nove mesi precedenti, ha segnalato un cambio di approccio: si passa più tempo on line prima di rivolgersi al Veterinario, si ricorre a rimedi casalinghi, si annullano o si rimanda la visita già programmata.
Il 9% ha cambiato l'approccio al supporto comportamentale per il proprio cane: ritardare o rinuncia alla consulenza oppure si rivolge ad altre fonti prima di quelle professionali.

Utilità dello studio- Secondo l'RVC questi dati possono aiutare i Veterinari, le organizzazioni e i fornitori di servizi a individuare le aree in cui i proprietari potrebbero aver bisogno di maggiore supporto. Lo studio offre fornire spunti per futuri interventi durante i periodi di difficoltà economiche.
L'indagine è stata condotta tra il 2022 e il 2024 ed è stata finanziata dal Battersea Cats and Dogs Home e fa parte del programma di ricerca Pandemic Puppies del Royal Veterinary College (RVC), avviato dopo la bolla delle adozioni canine causata dalla pandemia da Covid-19. I dati sono stati presentati ai decisori politici del Regno Unito per supportare nuove normative e per campagne educative volte a favorire un acquisto responsabile.

Foto: RVC