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Pagamenti PA, dal 15 giugno controlli sui professionisti creditori

Pagamenti PA, dal 15 giugno controlli sui professionisti creditori
Le Pubbliche Amminstrazioni che hanno contratto debiti con i professionisti devono preliminarmente verificare la regolarità fiscale di questi ultimi prima di liquidare le parcelle. Le verifiche inizieranno dal 15 giugno prossimo, saranno telematiche e comporteranno il blocco del pagamento se il creditore professionista mostrerà di avere dei debiti fiscali.  I controlli preventivi saranno senza limite, indipendentemente dall'importo che la PA è tenuta a pagare. All'esito della verifica potrebbe emergere una differenza tra quanto la PA è tenuta a versare al professionista e quanto quest'ultimo deve al Fisco. La compensazione scatterà in presenza di debiti fiscali iscritti a ruolo pari ad almeno 5.000 euro, una soglia introdotta durante i lavori parlamentari e sostenuta da Confprofessioni. 

La compensazione- Il nuovo sistema di controlli preventivi sui pagamenti dovuti ai professionisti riguarda sia le pubbliche amministrazioni che le società interamente partecipate dallo Stato. In presenza di debiti fiscali, l'importo dovuto al professionista creditore verrà versato all'agente di riscossione. Se il debito fiscale del professionista supera la soglia dei 5.000 euro scatterà la procedura ordinaria di riscossione coattiva. 

Tempistiche- Oltre a non avere limiti di soglia, le verifiche telematiche preventive si applicheranno a tutte le parcelle professionali da pagare senza coordinate temporali. Pertanto, il 15 giugno 2026 è la data in cui hanno inizio le verifiche, indipendentemente dalle date delle parcelle professionali in attesa di pagamento.

Esclusioni- Dalle verifiche preventive sono escluse le società tra professionisti e le parcelle riferite a prestazioni di lavoro autonomo non abituale. Più incerta invece l'esclusione dei professionisti forfetari, per la quale gli esperti attendono chiarimenti dalle Entrate.

Il contesto- Entra in vigore una norma della Legge di Bilancio 2025 , il comma 725. La norma si applica a tutti gli esercenti, arti e professioni, come ha chiarito il Ministero della Giustizia con una circolare del 17 marzo scorso. Inizialmente la compensazione era prevista senza riferimenti di soglia; per effetto di una modifica approvata dal Senato, la compensazione scatta solo in presenza di debiti fiscali pari a 5.000 euro.

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