Sulla bozza di regola tecnica SQNBA le consultazioni in corso vedono aggiungersi nuovi contributi. Timori di distorsioni nel mercato e nella equivalenza delle competenze.
"Serie preoccupazioni". Ad esprimerle è la francesce
Interbev, l'associazione interprofessionale francese del bestiame e delle carni, che ha inviato osservazioni alla
bozza di regola tecnica SQNBA in corso di consultazione (
procedura Tris) fino al 28 dicembre. "Se un allevatore o un esportatore francese desiderasse aderire al sistema SQNBA- afferma Interbev- si troverebbe di fronte all'impossibilità pratica di accedervi. Il sistema si basa esclusivamente su strumenti italiani, in particolare il database nazionale italiano e ClassyFarm, ai quali gli operatori francesi non hanno accesso. In queste condizioni, come potrebbe realisticamente un operatore stabilito in un altro Stato membro soddisfare i requisiti delle specifiche e ottenere la certificazione?"
Secondo Interbev, "Questa situazione crea di fatto una disparità di trattamento tra gli operatori italiani e quelli di altri Stati membri". In conclusione, "anche se la bozza prevede che tutti gli operatori europei possano aderire a SQNBA, questa possibilità rimane al momento in gran parte teorica". Per questo l'Associazione ritiene che questi aspetti "debbano essere chiariti per garantire l'applicazione non discriminatoria di SQNBA nel mercato europeo".
Qualifiche professionali- Analoghe preoccupazioni di accesso sono avanzata dalla
European Dairy Association (Eda), che rappresenta i produttori europei del settore latte. Eda sviluppa anche osservazioni sulle qualifiche professionali e sulle valutazioni sul benessere degli animali effettuate da veterinari operanti nell'ambito di sistemi nazionali riconosciuti in altri Stati membri. Alle qualifiche dovrebbero corrispondere requisiti di competenza equivalenti. Un aspetto, quest'ultimo, sollevato anche dalla tedesca MIV-Stellungnahme.
Medici Veterinari e laureati L-38 ed LM-86 - La
Consulta Nazionale dei Laureati in Scienze della Produzione Animale parla di "indebita “esclusiva” professionale in favore di un Albo professionale in danno di un altro Albo analogo". La Consulta chiede di "valorizzare il principio della “professionalità specifica” e fa notare che "i laureati in Scienze delle Produzioni Animali (classi di laurea L-38 ed LM-86) "operano ordinariamente a fianco dei medici veterinari, con professionalità differenti ma complementari. Il medico veterinario conserva il proprio ruolo insostituibile negli ambiti sanitari, clinici, diagnostici, terapeutici e negli altri atti che l'ordinamento gli riserva. Il laureato in Produzioni Animali (classi di laurea L-38 ed LM-86) opera invece sulla gestione dell'animale e dell'allevamento sotto il profilo produttivo, alimentare, genetico, etologico, organizzativo e tecnico. Questa complementarità esiste da decenni nel mondo reale. È quindi singolare che proprio un sistema dedicato alla valutazione della qualità dell'allevamento non riesca a riconoscerla adeguatamente"- afferma il Consiglio.
Evitare barriere commerciali dentro la UE- L'Associazione tedesca dell'industria lattiero-casearia (
MIV-Stellungnahme) invita la Commissione europea a verificare la compatibilità del sistema SQNBA con i Trattati Europei. Le proposte sono:
• prevedere l'equivalenza vincolante dei sistemi, incluso l'accesso non discriminatorio al marchio SQNBA per programmi equivalenti di benessere animale di altri Stati membri;
• richiedere interfacce tecniche per lo scambio di dati con i sistemi nazionali esistenti;
• riconoscere gli organismi di certificazione accreditati a livello UE e le qualifiche veterinarie equivalenti;
Elevati standard di benessere animale e un mercato interno funzionante "non si escludono a vicenda". Gli obiettivi di benessere animale "possono essere perseguiti efficacemente senza erigere nuove barriere commerciali all'interno dell'Unione europea"- conclude MIV.
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