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LA RISPOSTA

PPR in Romania, UE conferma il blocco totale

PPR in Romania, UE conferma il blocco totale
Il divieto di esportazione di ovini e caprini dalla Romania verso altri Stati membri e paesi terzi "è necessario per tutelare lo stato sanitario animale dell'UE".

Lo dichiara il Commissario Europeo alla Salute e al Benessere Animale, Olivér Várhelyi, rispondendo all'interrogazione dell'eurodeputata rumena Georgiana Teodorescu dopo la decisione della Commissione di vietare completamente le esportazioni e gli spostamenti di ovini e caprini dall'intero territorio della Romania verso l'UE e i paesi terzi fino al 31 dicembre 2026. Una misura, "sproporzionata" secondo l'interrogante che ha chiesto compensazioni finanziarie per gli allevatori del suo Paese: un settore "strategico" per l'economia della Romania, con circa 12 milioni di capi, è stato "bloccato".

Condizioni per la revisione delle restrizioni- Dell'epidemia di peste dei piccoli ruminanti (PPR) verificatasi l'8 giugno 2026 non è stata accertata l'origine dell'infezione e dai risultati preliminari della sorveglianza nei mesi di maggio e giugno 2026 confermano un' ampia circolazione occulta del virus in Romania negli ultimi mesi.  Nella sua risposta- fornita il 17 luglio scorso- il Commissario spiega che il divieto protegge anche il mercato unico dell'UE, prevenendo i rischi di trasmissione ad altri Stati membri e a paesi terzi, "tenendo conto dei rischi derivanti dalla circolazione non rilevata della malattia in Romania". Várhelyi ha assicurato che le restrizioni potranno essere modificate una volta che la Romania avrà adottato misure adeguate, inclusa la vaccinazione, che forniscano prove concrete dell'assenza di PPR nella sua popolazione ovina e caprina.

Aiuti finanziari europei- Su richiesta dello Stato membro interessato, la Commissione può adottare misure di sostegno eccezionali per le perdite di mercato legate alle restrizioni imposte per contenere la diffusione delle malattie. Il Commissario ha inoltre ricordato che il regolamento sui piani strategici della politica agricola comune (PAC) permette agli Stati membri di sostenere gli investimenti per il ripristino del potenziale produttivo, a seguito di focolai di malattie animali, modificando i propri piani nazionali per introdurre pagamenti di emergenza per gli allevatori colpiti da malattie animali. A determinate condizioni, possono anche elargire ulteriori sostegni in conformità con le norme UE in materia di aiuti di Stato.