Gli italiani ripongono una grande fiducia verso il Medico Veterinario, mentre permane la distanza dal concetto di One Health, ancora poco noto al grande pubblico.
Cresce la sensibilità sui temi dell'antibiotico-resistenza, della sicurezza alimentare e delle zoonosi. Gli italiani del sondaggio condotto da You Trend per AISA confermano una grande fiducia nel Medico Veterinario e un forte legame con gli animali da compagnia. Anche tra coloro che non ne posseggono. I dati presentati oggi a Roma al convegno dell'Associazione delle Imprese della Salute Animale evidenzia una crescita nella sensibilità verso problematiche di sanità pubblica e di interesse collettivo, ma il concetto "One Health" rappresenta una sfida narrativa importante, complice una scarsa propensione all'informazione.
Il medico veterinario, figura di riferimento e di fiducia - Il medico veterinario si conferma la figura più autorevole dell'intero ecosistema. È la prima fonte di informazione sui temi della salute animale (42%, che sale al 69% tra chi possiede animali) e gode di livelli di fiducia molto elevati: l'88% si fida della sua capacità di tutelare la salute degli animali, l'86% del consiglio che sa dare a chi ha un animale e il 75% persino della sua capacità di tutelare la salute pubblica. Tra i possessori, il 68% ha un veterinario di fiducia a cui torna sempre e il criterio di scelta principale è la competenza percepita (60%), molto più del prezzo (26%). A conferma di un approccio orientato alla prevenzione, il 77% effettua visite preventive periodiche.
Zoonosi e antibiotico-resistenza - Sui due grandi temi che collegano direttamente salute animale e salute umana la sensibilità è alta, pur con qualche zona d'ombra. La metà degli italiani (50%) sa definire correttamente cosa sia una zoonosi, ma solo il 12% ne stima correttamente la reale diffusione tra le malattie infettive umane: il 46% la sottovaluta. Ancora più marcata è la consapevolezza applicata sull'antibiotico-resistenza: pur con una definizione corretta fornita dal 46% del campione, ben il 79% concorda sul fatto che l'uso di antibiotici negli allevamenti possa nuocere alla salute di chi consuma carne e prodotti di origine animale. Un'attenzione che si traduce anche nei comportamenti percepiti come virtuosi: mangiare carne di animali allevati senza antibiotici è considerato positivo dal 69% degli intervistati.
Conoscenza del concetto di One Health - Il dato di partenza è netto: il 74% degli italiani non ha mai sentito parlare di One Health e solo l'1% dichiara di conoscerlo bene. Quando però la definizione viene proposta in modo guidato, la conoscenza "reale" migliora: il 24% riconosce correttamente l'approccio integrato che lega la salute delle persone, degli animali e del pianeta, con una diffusione più marcata tra i laureati (34%). Coerentemente, quando si chiede quali aspetti siano determinanti per il proprio benessere, la salute animale resta in terza posizione (28%), dietro allo stato dell'ambiente (37%) e alla salute delle altre persone (36%). È proprio qui la principale sfida narrativa dell'evento: rendere evidente e "personale" il legame tra salute animale, salute umana e ambiente. Come e quanto ci si informa - L'attenzione ai temi della salute animale e della sicurezza alimentare è diffusa ma non capillare: circa un italiano su tre si informa almeno una volta al mese, mentre il 27% non lo fa quasi mai. Il possesso di un animale cambia sensibilmente il quadro, spingendo la frequenza verso l'alto: il 36% si informa almeno una volta al mese. Sul fronte dei canali, il veterinario resta il punto di riferimento (42%), seguito da siti web (34%) e social network (29%); da segnalare l'ascesa degli strumenti di intelligenza artificiale, già usati dal 16% del totale e dal 23% degli under 35, fascia in cui i social diventano addirittura la prima fonte (61%). I temi che destano maggiore interesse sono le malattie trasmissibili tra animali e uomo (33%) e la sicurezza degli alimenti di origine animale (28%).
Possesso e desiderio di animali domestici - Il 41% degli italiani possiede oggi un animale domestico - soprattutto cani (64%) e gatti (53%) - con una presenza più marcata tra le donne (47% contro il 34% degli uomini) e nella fascia 36-55 anni. Ma il dato più interessante riguarda la domanda latente: tra chi non ha animali, il 48% vorrebbe averne uno, con un interesse che cresce tra i più giovani (57% nella fascia 18-35). I freni, quando ci sono, non nascono da disinteresse verso gli animali ma da motivi pratici e organizzativi: casa non adatta (41%), costi di mantenimento (30%), mancanza di tempo e assenze frequenti (26%). Un segnale che conferma quanto il legame con gli animali sia ormai parte integrante della vita quotidiana degli italiani.