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RELAZIONE DGSANTE

Aviaria, DgSante: in Italia solide capacità di sorveglianza

Aviaria, DgSante: in Italia solide capacità di sorveglianza
La missione della Commissione Europea in Italia ha messo in luce "una robusta infrastruttura tecnica per la gestione dei rischi zoonotici derivanti dall'influenza aviaria"

La missione degli ispettori europei della Direzione Generale della Salute risale all'ottobre del 2024, ma la relazione conclusiva è stata resa pubblica soltanto in questi giorni. La relazione riporta valutazioni lusinghiere sull'operato delle autorità nazionali. L'infrastruttura tecnica presenta "solide capacità scientifiche in materia di sorveglianza degli animali, diagnostica e sequenziamento del genoma, integrata dalla sorveglianza dell'influenza nelle popolazioni umane e animali, da valutazioni congiunte dei rischi e da esercizi di simulazione". 
La missione conoscitiva aveva lo scopo di individuare le buone pratiche e le lacune nelle azioni strategiche "one health" al fine di ridurre i rischi potenziali per l'uomo derivanti da virus zoonotici dell'influenza aviaria. 
 
"Buone pratiche per l'attuazione di "One Health"- La DgSante valuta positiviamente la collaborazione tra l'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), i partenariati con le associazioni venatorie e i centri per gli uccelli selvatici, per effettuare prove sugli uccelli selvatici e sui campioni ambientali. Si tratta di "buone pratiche per l'attuazione del principio One Health".  

Punti di forza del sistema italiano- L'Italia "sta sfruttando il vantaggio di avere la piena competenza in materia di sanità animale, sicurezza alimentare e salute pubblica sotto l'egida del ministero della Salute"- afferma la relazione- "il che facilita il coordinamento multisettoriale. A ciò si aggiungono altre reti intersettoriali regionali e nazionali che contribuiscono alla gestione dell'Influenza Aviaria secondo i principi "One Health".

Le competenze sono disponibili in tutti i settori, come il gruppo di esperti per l'influenza aviaria che effettua valutazioni congiunte dei rischi ed esercizi di simulazione frequenti.
Il laboratorio nazionale di riferimento (LNR) per l'Influenza Aviaria a Padova dispone di capacità e risorse adeguate, comprendenti metodi di sequenziamento dell'intero genoma applicati sistematicamente ai campioni positivi, a sostegno dell'individuazione precoce. I laboratori regionali dispongono di una buona capacità e sostengono ulteriormente il sistema.

Gli allevatori di pollame e i veterinari privati hanno una consapevolezza adeguata dei sintomi dell'IA, il che consente una rapida notifica dei sospetti di malattia e agevola il miglioramento delle risposte da parte delle autorità in caso di focolai.I focolai nel pollame possono innescare cambiamenti nella sorveglianza degli animali, con l'effettuazione di prove sui mammiferi nelle aziende colpite, anche mediante test sierologici, sulla base delle raccomandazioni del gruppo di esperti, che può anche raccomandare misure relative all'effettuazione di prove sulle persone esposte e alla loro gestione.

Flusso di comunicazione tra i laboratori umani e quelli veterinari- Le autorità ambientali contribuiscono per lo più alla sorveglianza della fauna selvatica, ma nella maggior parte delle regioni non partecipano sistematicamente alle strutture che gestiscono l'IA zoonotica. Il ministero della Salute fornisce orientamenti e istruzioni nazionali pertinenti per la prevenzione e il controllo dell'IA zoonotica agli operatori sanitari e al pubblico, mentre il Centro nazionale influenza dispone di un buon sistema nazionale di sorveglianza dell'influenza (RespiVirNet). Il flusso di comunicazione tra i laboratori umani e quelli veterinari è consolidato, il che consente un rapido scambio di informazioni.
La sorveglianza delle persone esposte è in linea con gli orientamenti tecnici del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sull'influenza aviaria zoonotica, sebbene non esista un protocollo armonizzato tra le regioni.

Scarsa adesione alla vaccinazione antinfluenzale- La vaccinazione contro l'influenza stagionale è offerta gratuitamente ad alcuni gruppi professionali, ma gli sforzi di prevenzione "sono compromessi dalla ridotta adesione alla copertura  vaccinale". La fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) rientra nella responsabilità dei datori di lavoro. Attualmente la salute sul lavoro non è coinvolta attivamente negli organismi e nelle attività di "One Health".

Conclusioni- Il sistema trarrebbe beneficio anche dal miglioramento e dall'armonizzazione della sorveglianza mirata delle persone esposte in tutte le regioni, dall'agevolazione dell'accesso alla vaccinazione contro l'influenza stagionale per tutti i gruppi professionali a rischio, dall'integrazione più sistematica dei servizi ambientali e dall'attuazione della sorveglianza nei mammiferi selvatici


IL_TESTO_DELLA_RELAZIONE_FINALE_copy.pdf531.8 KB

One Health - Highly pathogenic avian influenza