È stato confermato il primo caso del 2026 nell'Oristanese di dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease, LSD). Il focolaio in un allevamento di nove bovini, a Samugheo.
La positività è stata confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” di Teramo, dopo che un animale aveva manifestato i sintomi tipici della malattia, tra cui la presenza di noduli cutanei diffusi.
A seguito della segnalazione, i veterinari del Servizio di Sanità animale della Asl 5 di Oristano hanno effettuato i prelievi diagnostici, successivamente analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. La conferma ufficiale è arrivata il 9 luglio.
In applicazione della normativa europea, è stato disposto l’abbattimento di tutti i nove bovini presenti nell’allevamento colpito. La Regione Sardegna ha inoltre istituito una zona di protezione e sorveglianza con raggio di 50 chilometri attorno al focolaio, introducendo limitazioni alla movimentazione dei bovini nelle aree interessate dalle restrizioni.
Il caso è registrato nel Bollettino epidemiologico nazionale veterinario (Benv) dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, con sede a Teramo, centro di riferimento nazionale. Si tratta del decimo focolaio dall'inizio dell'anno in Sardegna, ma tutti gli altri 9 avevano colpito il sud dell'Isola, in particolare il Sarrabus (Muravera, San Vito e Villaputzu). Di questi nove, sette sono stati dichiarati già estinti - secondo quanto emerge dal Benv - e solo due a San Vito ed Escalaplano, risalenti a fine maggio e inizio giugno, risultano ancora attivi. Complessivamente gli animali coinvolti in tutti gli allevamenti, dall'inizio dell'anno, sono stati 345, di questi 36 risultati malati e 290 quelli abbattuti.