Sono 4 i Veterinari dall'estero che hanno superato le misure compensative per il riconoscimento della qualifica in Italia. La UEVP lancia un sondaggio europeo
Il Ministero della Salute pubblica in forma anonima gli esiti delle prove sostenute nell'ultima sessione di verifica, per il riconoscimento della qualifica di medico veterinario. Le prove, sostenute il 29 ottobre 2026 e svolte all'Università “Federico II” di Napoli – sono state superate da quattro Veterinari laureati extra UE. I candidati risultati “Idonei” riceveranno il decreto di riconoscimento, che li abilita all’esercizio, in Italia, della professione di medico veterinario.
La normativa- La misura compensativa è prevista quanto il riconoscimento si riferisce a un titolo conseguito in paese non comunitario. E' una prova, pratica e teorica, il cui superamento è richiesto per compensare differenze sostanziali tra il percorso di studi o la pratica del professionista estero e quelli previsti dalla normativa italiana. In caso di Veterinari cittadini europei vale la regola unionale del mutuo riconoscimento, in virtù del diritto allo stabilimento e di esercizio professionale. Il diritto alla libera prestazione di servizi permette di erogare prestazioni professionali saltuarie ed occasionali senza stabilirsi definitivamente in Italia e senza iscriversi al rispettivo Ordine, Albo o Collegio professionale italiano, ma rimanendo comunque soggetti agli stessi obblighi e sanzioni disciplinari previsti per i sanitari italiani.
La disciplina in materia sta cambiando. Il disegno di legge sulle professioni sanitarie, al vaglio del Parlamento, introdurrà deroghe alle vigenti modalità di riconoscimento per lo stabilimento temporaneo in Italia. I sanitari dovranno offrire garanzie di sicurezza nelle cure e una adeguata capacità di comunicazione.
Quanti Veterinari?- Quella di Veterinario è considerata una professione a bassa mobilità, con un numero di riconoscimenti inferiore a quello di altre professioni sanitarie. Tuttavia gli scenari stanno mutando da dopo il Covid. La carenza di professionalità sta portando ad ampliare le possibilità di riconoscimento. Il fenomeno è di portata europea, tanto che la UEVP, l'Unione dei Veterinari pratici europei ha lanciato un sondaggio tra le organizzazioni membre, riguardante i Veterinari che si registrano per esercitare dopo avere conseguito il titolo di studio all'estero. L'obiettivo è ottenere un quadro comparativo della situazione in Europa, individuare le tendenze recenti e comprendere meglio le possibili implicazioni per la pianificazione della forza lavoro veterinaria, la capacità formativa, l'integrazione professionale e la vigilanza normativa.