Un focolaio secondario di Aethina tumida è stato confermato il 4 giugno 2026 nel comune di Gaeta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.
L’origine del caso è stata ricondotta a una movimentazione illegale di api effettuata il 31 maggio da un apiario della provincia di Vibo Valentia.
In applicazione del Piano nazionale di sorveglianza Aethina tumida e Tropilaelaps 2026, i Servizi Veterinari delle ASL di Latina e Frosinone hanno disposto il blocco degli stabilimenti apistici situati nella zona di protezione di 20 chilometri attorno al focolaio. L’area interessata comprende 11 comuni della provincia di Latina e 5 della provincia di Frosinone.
Con un apposito dispositivo dirigenziale, il Ministero della Salute ha vietato fino al 31 dicembre 2026 l’uscita dalla zona di protezione di api mellifere, bombi, sottoprodotti dell’apicoltura non trasformati, attrezzature apistiche e prodotti dell’alveare in favo destinati al consumo umano.
Le misure potranno essere aggiornate in funzione dell’evoluzione epidemiologica. Aethina tumida, noto come piccolo coleottero dell’alveare, non rappresenta un rischio per la salute umana, ma può causare gravi danni alle colonie e alla produzione di miele, con conseguenze economiche rilevanti per il settore apistico.